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Crac Volpi, parla Andreani

Crac Volpi, parla Andreani

«Quando gli proposi il concordato preventivo disse che era un buon consiglio»

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MASSA. «Volpi si è rivolto a me nel 2006 perché voleva sapere se le sue società avevano una struttura organizzativa adeguata oppure no. Una domanda che lì per lì mi aveva un po' sorpreso. Poi mi ha spiegato che voleva sviluppare le sue aziende accedendo al credito bancario, per questo voleva sapere se la struttura delle sue imprese avrebbe permesso un'operazione del genere». È iniziata così la testimonianza di Giulio Andreani, commercialista dei big, professore universitario e fiscalista, sull'iter del crac della holding Volpi. Fallimento per cui sono finiti alla sbarra - con l’accusa di bancarotta fraudolenta - oltre all’imprenditore anche l’avvocato Bruno Tavarelli e Stefano Della Santina.

Andreani per poter sviluppare il suo studio si era fatto consegnare dal cliente i bilanci zal che mi sono reso conto di come la situazione non fosse affatto in equilibrio. Anzi. Volpi mi ha così parlato dei problemi emersi nei mesi precedenti in alcuni cantieri. Dato che nei confronti delle sue imprese erano state mosse anche alcune cause da parte di venditori di immobili». Poi il commercialista ha rivelato al collegio presieduto dal giudice Fabrizio Garofalo: «Gli avevo proposto un concordato preventivo e mi aspettavo la classica reazione dell'imprenditore messo davanti al crollo delle sue attività: invece Volpi aveva accolto quella notizia come un buon suggerimento, chiedendomi anche indicazioni sulla procedura da seguire».

Importante anche la testimonianza dell’avvocato Gianni Tognoni, il professionista che aveva seguito da vicino il crac della Volpi Holding: «Volpi ha scelto deliberatamente di arrivare al fallimento delle sue aziende. Aveva la possibilità del concordato preventivo, ma ha preferito rinunciarci». L’imprenditore si era rivolto allo studio dove lavorava Tognoni: «In un primo momento ci siamo occupati di problemi di carattere civilistico. poi abbiamo invece affrontato l'iter del concordato prevendito legato all'insolvenza delle sue società». Il concordato preventivo è poi finito con una procedura di fallimento. «Perchè - ha spiegato Tognoni al pm Roberta Moramarco - Volpi non ha versato la cauzione fissata dal giudice. Una scelta personale, non consigliata dai suoi legali. Riteneva a suo avviso che il concordato preventivo non sarebbe stato soddisfacente, così ha preferito non versare quella somma».

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