Il Tirreno

Lungo via Bergiola: tredici chilometri di buche e frane

Melania Carnevali
Lungo via Bergiola: tredici chilometri di buche e frane

Massa, la strada che porta al monte Brugiana è in condizioni disastrose. L’accusa del consigliere comunale Lazzarotti: "La Provincia latita". Ma l'ente chiarisce: "Il nostro tratto è di nemmeno 4 chilometri e stanno partendo interventi di manutenzione"

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MASSA. Voragini nell’asfalto, erba che invade la strada, illuminazione assente, tratti di parete che sembrano staccarsi da un momento all’altro. Voilà via Bergiola, la strada che da Ortola porta su su fino al monte Brugiana, l’oasi verde dei cavalli - c’è un maneggio - e punto di partenza di numerosi percorsi per l’escursionismo nelle Alpi Apuane. Una delle strade, peraltro, da cui si scorge uno dei panorami mozzafiato della città, con il castello Malaspina che spicca imponente lato Viareggio sulla sua collinetta, e le verdi terrazze del Candia, lato Carrara, che si agganciano a valle a un tessuto di case e chiese e strade che poi sfumano tutte verso il mar Tirreno. Una poesia che si perde nei suoi 13 chilometri di asfalto, nel destino che accomuna poi tutte le strade di provincia, in particolare quelle di montagna, in un periodo in cui le istituzioni locali fanno i conti con la coperta corta.

A lanciare l’allarme per questa strada in particolare è il consigliere comunale del Pd Thomas Lazzarotti, in qualità di vicepresidente della commissione lavori pubblici da cui sono partite, in un mese, due mail indirizzate alla Provincia. «La prima il 3 di febbraio, la seconda il 23 - fa sapere il consigliere comunale - Chiedevamo informazioni su questa strada e su quella provinciale di via dei Colli. Tutto per capire se c’è un cronoprogramma degli interventi, se sì quali, e se si possa iniziare un percorso congiunto. Ma nulla, nessuno si è fatto sentire».

Dei circa 13 chilometri di strada in realtà solo 3,8 sono della Provincia. I restanti sono del Comune. Ma la differenza non si nota.

Dall’inizio alla fine la strada è costellata di buche, tanto che a percorrerla tutta vien quasi il mal di mare. In più punti, poi, blocchi di cemento occupano metà della carreggiata: il loro scopo è quello di evitare che la parete, quando del monte quando di una casa, crolli. E la cosa non è affatto divertente. Solo domenica scorso c’è stato un altro smottamento.

Poi l’illuminazione: non c’è. Ad andare a Lavacchio, Bargana o Bergiola Maggiore di notte sembra di essere arrivati in un bosco, ma un po’ meno romantico dal momento che nel frattempo si deve stare attenti alle buche per evitare appunto di lasciarci un copertone dell’auto.

 

E c’è chi, su quella strada, ci ha lasciato qualcosa di peggio. «Mi sono rotta il capitello radiale lo scorso anno», racconta Emanuela Bontempi, della Ruota, ristorante situato a Bergiola Maggiore, paesino che si raggiunge dopo almeno tre tornanti stracolmi di buche. «Guardi: nemmeno riesco più a chiuderlo», continua, provando a piegare verso di sè le braccia, lasciandone una, la destra (quello rotta), leggermente staccata dalla spalla. «Abbiamo una causa in corso con il Comune - continua - ma sono anni che denunciamo lo stato di salute di questa strada».

A percorrerla tutta, via Bergiola, si ha l’impressione che ci sia passato un bulldozer. «Questa - commenta Lazzarotti - è una strada importante perché è molto frequentata: collega quattro paesi con il centro». Lazzarotti punta il dito (soprattutto) contro la Provincia, per quelle mail inviate dalla commissione consiliare e rimaste tutte lettera morta. «Almeno una risposta potevano darcela - incalza il consigliere - Si è ben consapevoli delle difficoltà finanziare in cui l’ente preposto naviga ma è altresì necessario avere ben presenti le necessità di tutto il territorio e programmare interventi periodici e non far passare decenni prima di effettuare interventi o di intervenire solo in caso di emergenza».

Il problema è che la Provincia, i soldi, non li ha. È sì vero infatti che l’ente riceve ogni anno fondi (quest’anno sono stati circa 100mila euro) dalla Regione per le strade, ma possono essere impiegate solo per quelle interprovinciali (e non è il caso di via Bergiola). La Provincia ha 75 tratti di strade in tutto il territorio, per un totale di circa 670 chilometri da gestire. Senza soldi. Dei 75 tratti, 5 sono chiusi e in attesa di finanziamenti. Nonostante quindi ci siano priorità, anche su via Bergiola qualcosa si muove. «Faremo un intervento tempestivo - fa sapere l’ente - nel tratto dove si è registrato il cedimento domenica, con la realizzazione anche di una canaletta per evitare che l’acqua piovana finisca in un terreno privato». In programma, inoltre, ci sono interventi nel tratto di strada alla curva degli alpini che inizieranno con il bel tempo. Sono stati stanziati inoltre 25mila euro per il recupero dei tratti più critici. «E infine nei mesi scorsi, sono stati tagliati diversi alberi che invadevano la strada».

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