Attenzione
Frana sotto il castello Malaspina, mura storiche a rischio
A monte potrebbe cedere l’intero versante: servono opere importanti. Ma per gli interventi è indispensabile il via libera della Soprintendenza
MASSA. Qualche avvisaglia c’è stata: rumori sordi, scricchiolii di alberi, sassi che rotolano. E da quelle avvisaglie al crollo sono passati pochi attimi: il versante è ceduto sotto il peso della terra umida. Piante e massi in strada, un tronco che riduce in frantumi un parabrezza. Due ragazzi a passeggio che evitano un enorme sasso solo per qualche centimetro.
Ora di quella ferita rimangono segni evidenti: raggiunta la piazza della fontanella alla Rocca, imbocchi la via per il Castello e, dopo pochi metri, incontri grossi blocchi di cemento. Sono il tentativo di contenere la forza della frana. Tentativo, appunto, perché il cedimento di lunedì è un segnale, quasi un avvertimento: tutto quel versante, infatti - lo spiega anche il sindaco Volpi - è in pessime condizioni di salute. E guarirlo - per proseguire con la metafora medica - non sarà un gioco da ragazzi. Lo conferma anche il primo cittadino. Ma gli interventi vanno fatti perché a monte di quella collinetta c’è un patrimonio artistico: un tratto delle vecchie mura in sasso che prosegue fino al bastione, proprio di fronte alla chiesa del Carmine. E quelle mura vanno salvaguardate.
La guarigione, dicevamo, sarà impegnativa per una serie di motivi e ad elencarli è lo stesso sindaco: «Il terreno è di proprietà privata. Come Comune siamo intervenuti nell’immediato per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità. Io stesso lunedì sera mi sono precipitato con i tecnici. Certo è - aggiunge Volpi - che le opere definitive spettano ai proprietari». A cui, però, Palazzo civico, con appositi atti, può dettare i tempi. Ma la complessità non si esaurisce qui considerato che la collinetta franata è cuore della storia cittadina: castello, chiesetta e mura. Una zona preziosa e per questo protetta dalla Soprintendenza. Per le opere di messa in sicurezza e ripristino quindi serve un apposito iter e uno specifico via libera.
Area privata, ma sopralluoghi comunali: i tecnici di Palazzo civico, già la sera della frana, hanno messo sotto la lente di ingrandimento l’intero versante per accertare l’entità dello smottamento. E dai primi accertamenti emerge che il movimento franoso è più ampio e profondo di quanto sembri: «Dalle verifiche - spiega il primo cittadino - emerge una situazione di fragilità».
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Escluso, invece, - garantiscono da Palazzo civico - il rischio per le abitazioni che si trovano più in alto rispetto al fronte, qualche curva sopra: la strada fa da contenimento.
Se davvero il movimento fosse più ampio di quello che si è evidenziato lunedì sera, allora non potrebbe essere escluso un mega intervento, forse uno sminamento, per consentire la caduta, in piena sicurezza e sotto il controllo dei tecnici, di tutto il materiale a rischio crollo. Sempre, però, dopo aver effettuato il necessario iter burocratico di fronte alla Soprintendenza. Le opere sono a carico dei proprietari, ma nel caso non le realizzassero, il Comune potrebbe farle comunque a sue spese salvo poi presentare il conto.
Una frana, quindi, che interessa una zona preziosissima del territorio e in cui intervenire sarà impegnativo sotto diversi profili. Incluso quello storico.
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