Attenzione
Vita da condominio C’è un’associazione per renderla più facile
Il nuovo organismo dà tutte le dritte per evitare imbrogli E fornisce consigli su come comportarsi in assemblea
CARRARA. Dare vita ad un’associazione per denunciare le irregolarità commesse all’interno dei condomini. Questo il proposito che anima un gruppo di cittadini apuani, intenzionati a creare sul nostro territorio un’organizzazione a tutela di chi vive nei palazzi. La questione è di non secondaria importanza, visto che oltre l’80% degli italiani abita in tali strutture ed è opportuno ribadire ciò che prevedono le leggi vigenti, non sempre rispettate a dovere. I promotori dell’associazione, innanzitutto, confermano quanto avevamo già scritto riguardo presenze “insolite” all’interno di alcune assemblee condominiali, svoltesi in questo periodo. Il gruppo intenzionato a dar vita alla nuova associazione ha, infatti, ribadito che di recente, partecipando a tali riunioni, è capitato di trovarvi spesso uno o più estranei, seduti a fianco degli altri condomini. Sovente si trattava di avvocati, ingegneri, geometri, tecnici, impresari o consulenti.
«In proposito - fanno notare - è opportuno ricordare che l’assemblea è l’organo deliberativo. In riunione deve essere garantito il principio del contradditorio per tutti gli aventi diritto, allo scopo di formare il convincimento degli altri. Pertanto, non sono ammesse presenze di estranei, poiché potrebbero influenzare l’assemblea, che non è una riunione pubblica». Più in generale, un estraneo, che non sia stato espressamente invitato a partecipare alla riunione, ad esempio un tecnico, un avvocato, un consulente, può assistere solo se acconsentono tutti i condomini intervenuti; ergo, se anche uno solo di essi non fosse d’accordo, l’estraneo non potrebbe assistere e pertanto dovrebbe allontanarsi o essere allontanato. La cosa non è di poco conto, in quanto tutte le decisioni vanno prese in assemblea ed è richiesta unità di luogo e di tempo.
«Il condominio, inoltre, - prosegue il gruppo di cittadini - è governato da altri due principi: il principio maggioritario e quello dell’obbligatorietà, in base al quale le decisioni validamente prese sono vincolanti per tutti gli altri condomini». Irregolarità vengono segnalate anche in merito a preventivi forniti da alcune amministrazioni condominiali: «Ci sono amministratori - riferisce il gruppo - che inducono a scegliere la loro offerta, adducendo motivazioni a dir poco bizzarre, che rappresentano concorrenza sleale, intesa come comportamento non conforme ai principi di correttezza professionale.
E così indicano nominativi di avvocati o altri professionisti di loro fiducia, di cui garantiscono la prestazione professionale a prezzi convenienti. Oppure propongono l’iscrizione a bassi costi a patronati, assicurazioni e altri sindacati o convenzioni nel momento dell’accettazione della loro offerta di amministrazione».
All’atto di nomina dell’amministratore, i condomini devono dunque evitare di sottoscrivere un pacchetto ben più ampio di servizi. Non appare infatti logico che la nomina di un amministratore di condominio possa comportare l’accettazione, a priori, di servizi di altre figure professionali ad esso collegate: «Deve invece essere l’assemblea - spiegano- di volta in volta e quando ce ne sarà bisogno, a nominare, per ogni esigenza, i professionisti graditi, con il principio maggioritario, approvando il loro compenso».
Gli animatori della costituenda associazione denunciano poi altre irregolarità, come i casi di alcuni amministratori che avrebbero negato l’accesso agli atti ai propri condomini e quelli di altri professionisti che, impegnati ad amministrare più palazzi contemporaneamente, avrebbero depositato tutto il denaro prelevato in unico conto corrente, contravvenendo a quanto disposto dalla legge. Viene infine riferito che alcune imprese di pulizie, non pagate dalle amministrazioni condominiali per i servizi resi, avrebbero ceduto la riscossione del debito ad Equitalia.
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