Il Tirreno

«Un esecutivo Pd coi fedeli di Volpi»

di Manuela D’Angelo
«Un esecutivo Pd coi fedeli di Volpi»

Nardi e Bugliani sulla nuova segreteria comunale: «La differenza non si nota»

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MASSA. Il nuovo esecutivo della segreteria comunale del Pd di Massa c’è e, che piaccia oppure no, è con lui che il Pd locale dovrà fare i conti da qui fino al 2017, anno del prossimo congresso. I nomi sono stati fatti, le deleghe per i gruppi di lavoro pure e, anche se il partito di via Dante non si scalfisce, la nuova segreteria è stata commentata da più parti: «Ottima scelta Tongiani - scrive sarcastica l'onorevole Martina Nardi, sulla sua pagina ufficiale Facebook- ; vai a vanti così sei un grande segretario, il Pd a Massa è un partito vivo, vivace, dove si discute, e si decide con processi democratici, e inclusivi. Bene ha fatto Volpi ad essere pappa e ciccia con lui, insieme sarete imbattibili. Cosa vogliamo di più?».

I riferimenti sono chiari e precisi: nel nuovo esecutivo, per volontà del segretario Tongiani, non ci sono i “buglianiani”, ovvero i rappresentanti del rinnovamento locale; non c’è nessuno di quelle migliaia di persone che, alle ultime regionali, votò per Giacomo Bugliani, eletto poi consigliere in Toscana per il Pd. Ci sono però alcuni nomi vicini al sindaco di Massa Alessandro Volpi, come ricorda l’onorevole Nardi: la consigliera Liggio e la consigliera Santi, ad esempio, due donne che il primo cittadino ha fortemente voluto dentro l'esecutivo, potendo permettersi di pretenderlo essendo «pappa e ciccia» col segretario Tongiani, come dice l’onorevole Nardi. Il resto dei componenti della segreteria, secondo molti, rendono quest’ultima tutt’altro che “nuova”, bensì ancorata a vecchie dinamiche del passato.

Il concetto lo ha ben espresso il diretto interessato dell’esclusione, il consigliere Giacomo Bugliani: «Il Pd di Massa ha una nuova segreteria? Non ce ne siamo accorti e siamo felici di non esserci dentro». La frase potrebbe porgere il fianco alla morale della volpe che non arriva all’uva, ma Bugliani è preparato a parere i colpi: «È vero siamo stati esclusi dalla segreteria, ma è anche vero che non abbiamo mai chiesto di entrarci. La trattativa non c’è mai stata, ma non per volere di Tongiani, bensì mio. Siamo esclusi perché noi apparteniamo ad un altro meccanismo politico e ne andiamo fieri».

E ancora: «Un rimpasto di segreteria non fa primavera- continua Bugliani- e non ci aspettavamo, purtroppo, niente di differente. La scelta, voluta e rimarcata da parte del segretario Tongiani di escludere la componente maggioritaria del partito a livello nazionale e regionale dalla segreteria Pd di Massa, che rappresento, non ci stupisce».

D’altro canto, aggiungiamo noi, il Pd di Massa non ha mai fatto grande riferimento alle direttive di Firenze, né ai consigli, né alle linee politiche dettate dalla regione e ne abbiamo più di un esempio. La domanda rimane una sola: che faranno adesso i rinnovatori? «Ho vinto le elezioni regionali ma ho sempre fatto politica all’esterno del mio partito. Quindi non cambia niente. Questa scelta- dice Bugliani - che non ci toglie certo la volontà e la voglia di fare politica come intendiamo noi, tra la gente, ascoltando le persone e confrontandoci sui problemi. Non abbiamo bisogno di poltrone o di rimpasti per portare avanti il cambiamento. Questo tipo di politica autoreferenziale non è la nostra, è anzi totalmente lontana da quella che vogliamo. Se ai vertici del Pd massese tutto questo non interessa non è un nostro problema, certo è che stando così le cose siamo felici di non far parte di questi organi politici».

Tra un anno, come detto, ci saranno i congressi e Bugliani ammette di volerci arrivare preparato: «Sto lavorando ad una squadra grande, con cui intendo trasformare il partito. Lìonda del cambiamento è destinata a crescere, anche a Massa e di certo non saranno loro a fermarla».

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