Il Tirreno

«Questa è una pazzia per noi e per i clienti»

«Questa è una pazzia per noi e per i clienti»

La storia dei Prosperi, concessionari del bagno Pupa e Mocambo dal 1949 Il sindaco di Pietrasanta: «Il governo deve impegnarsi a difendere i balneari»

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MARINA DI CARRARA. «È una pazzia: immaginate cosa significa solo per un cliente dopo 40 anni trovarsi con balneari diversi, magari tedeschi o cinesi che non sanno nulla di quelle famiglie. E poi immaginate chi, quel posto, lo ha creato». Riccardo Prosperi è uno dei concessionari del Pupa e Mocambo, storico stabilimento balneare di Marina di Massa aperto nel 1949. È tra i circa seicento balneari che ieri mattina hanno partecipato all’assemblea di settore che ha preso vita all’interno di Balnearia e a cui è intervenuto anche il ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa.

All’ordine del giorno c’erano le conclusioni dell’avvocato della Corte di giustizia europea secondo cui la proroga delle concessioni balneari al 2020 (voluta del governo Monti) è contraria al diritto comunitario. A decidere realmente sulle sorti dei balneari sarà, a breve, la stessa Corte, la quale dovrà pronunciarsi sulla legittimità delle proroghe alle concessioni. In caso di sentenza negativa le concessioni tornerebbero al dicembre del 2015 e a quel punto gli stabilimenti balneari potrebbero trovarsi a lavorare senza che la loro concessione sia considerata valida dell’Europa.

L’ancora di salvezza per gli operatori è adesso il governo che da quasi dieci anni però tentenna di fronte alla decisione dell’Europa di mettere tutti i bagni all’asta. «La giunta regionale toscana e il governo devono battersi a difesa dei balneari italiani, e ottenere da Bruxelles una deroga alla Bolkestein che, se applicata, metterebbe in ginocchio un settore che, solo in Toscana, d lavoro a oltre 10mila persone», commentano il vicepresidente del consiglio regionale, Marco Stella (Forza Italia), e il sindaco di Pietrasanta (Lucca), Massimo Mallegni, a margine dell’assemblea di ieri mattina. E poi aggiungono: «Visto che, tra l’altro, ci sono Paesi europei che negoziano con l’Ue qualunque cosa non capisco perché il governo italiano non possa far sentire la sua voce per un comparto costituito da 30mila imprese in tutta la nazione, fiore all’occhiello della nostra offerta turistica».

Ma al di là della politica, ieri, c’erano molte storie nella sala convegni di Carrarafiere. Come quella di Alfredo Prosperi appunto, che ha preso le redini dell’attività avviata dal nonno e che la porta avanti insieme al fratello e ai figli. «E adesso - racconta - entreranno anche i nostri nipoti: la quarta generazione Prosperi».

Il Mocambo fu uno dei primi bagni ad aprire in una Marina ancora nuda e selvaggia dominata dalle dune. «Fu l’amministrazione comunale dell’epoca a costringerci a fare lavori anche nella parte a monte del bagno per avere la concessione - continua - e facemmo una pista di pattinaggio». E poi altri investimenti ancora.

La famiglia Prosperi si allargò anche nel bagno Pupa e iniziò il processo di unificazione. «Avevamo anche il ristorante a fine anni Cinquanta - racconta - quello che adesso si chiama Vespucci 20. Lo chiamavamo lo chalet perché aveva sedie e tavoli di castagni». E lì ci andavano a mangiare pure Mina e Morandi, che venivano a Marina per il Cantagiro, la manifestazione canora itinerante estiva ideata da Ezio Radaelli.

«Dietro ogni bagno - continua Prosperi - c’è una storia, ci sono investimenti, c’è il passato e il futuro di generazioni. Quasi 70 anni di attività e di storie. Se a noi levano il bagno, ci levano la vita».

(mc)

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