Il Tirreno

«Magra, dragaggio anche pro nautica»

Il comitato dei Volontari chiede la creazione di un consorzio misto per la manutenzione della foce e degli argini

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BOCCA DI MAGRA. «Investire di più sulla nautica del Magra porterà a un maggior decoro, a un più facile mantenimento del fiume e allo sviluppo economico dei nostri Comuni, ma per tutto questo occorre la collaborazione degli operatori».

E' l'appello lanciato d Luca Ghirlanda, presidente del comitato «I volontari del Magra» che, afferma «grazie alle nostre lotte, in questi ultimi 6 anni di alluvioni, siamo ormai giunti a conoscere nel dettaglio le competenze specifiche in termini di messa in sicurezza e manutenzione lungo tutto il fiume magra e siamo giunti ad una conclusione importante. Negli ultimi anni il dragaggio del fiume del tutto insufficiente alla mitigazione del rischio idraulico ci ha fatto riflettere non solo su ciò che non va, ma anche sulle possibili soluzioni da proporre con cognizione di causa. Come comitato, intendiamo crescere e proseguire nella nostra lotta ma nello stesso tempo vogliamo andare oltre e vogliamo dare davvero una mano attiva sia in termini di volontariato, che in termini di nostro supporto nella conoscenza del territorio che ormai riteniamo di buon livello. Nella zona a monte del ponte della Colombiera il dragaggio di 250.000 metri cubi partirà nei prossimi mesi, ci auguriamo, come promesso dall'assessore regionale Raoul Giampedrone. Riteniamo questa azione ormai urgentissima e attendiamo conferme precise oltre a sperare che ci sia anche un cronoprogramma delle ulteriori operazioni di dragaggio future: ricordiamo che sono 3,5 milioni i sovralluvionamenti da asportare».

Ghirlanda aggiunge che «allo stesso tempo abbiamo ormai maturato la consapevolezza che la parte fociva del fiume merita un analisi molto più attenta e separata dal resto del corso del fiume. Abbiamo la certezza che nella parte fociva non è prevista alcuna pulizia ne dragaggio dal momento che rientra in una competenza di Capitaneria di Porto ai fini della navigabilità e non per la messa in sicurezza. Detto questo, assistiamo tutti gli anni ad operazioni di spostamento del materiale da una parte all'altra del fiume seguendo le indicazioni scoordinate della Provincia ma crediamo fermamente che giunti a questo punto serva procedere urgentemente sulla linea del vecchio progetto poi abbandonato di creare un consorzio pubblico-privato che gestisca queste operazioni con una regia unica. Questo tipo di operazione gioverebbe a tutti, in primis agli operatori nautici stessi che potrebbero avere una visibilità non annuale per la pulizia del fiume ma prolungata nel tempo, in secondo luogo gioverebbe certamente al turismo nautico che si riavvicinerebbe alla foce del Magra. Negli ultimi anni le barche sul Magra si sono dimezzate a causa non solo della paura delle alluvioni ma anche a causa dei fondali che sono ormai mediamente sotto i due metri e non permettono la navigazione in totale sicurezza). Avere i due canali navigabili con un mantenimento annuale controllato e guidato, garantirebbe il rispetto delle sezioni del fiume e sarebbe inoltre concordato anche con l'Autorità di Bacino che farebbe da garante sulla fattibilità delle singole operazioni. Abbiamo assistito negli ultimi anni anche ad un netto miglioramento del mantenimento delle arginature di terra grazie al passaggio delle responsabilità dalla provincia di La Spezia al Canale Lunense e con la stessa filosofia a nostro avviso va affrontato anche il mantenimento del fiume. Sul fiume Magra ci sono piccole realtà nautiche e grandi e ci sono anche due cantieri navali di fama mondiale come Sanlorenzo e Intermarine che a nostro avviso sarebbero ben felici se tutta l'area si rivalutasse e avesse una costante manutenzione. Ma la costante manutenzione, siamo ormai giunti alla conclusione, che debba avere una natura pubblica/privata e non solo pubblica soprattutto per i Comuni così piccoli come Ameglia che a stento "sbarcano il lunario" con i finanziamenti a loro disposizione».

Infine l'appello di Ghirlanda agli amministratori locali: «E' giunta l'ora di uscire dal guscio del piagnisteo e della polemica sterile e di iniziare una nuova era in cui è necessario agire per far rinascere davvero il nostro territorio. In questi anni la lotta dei comitati, tutti e nessuno escluso, è servita tantissimo a superare le barriere politiche di immobilismo ma adesso dobbiamo andare oltre e con l'aiuto delle realtà nautiche grandi e piccole dobbiamo far volare un nuovo turismo nel massimo rispetto delle bellezze naturali del nostro fiume. Abbiamo appreso con positività le dichiarazioni del sindaco De Ranieri sull'accelerazione necessaria alle arginature basse di Bocca di Magra e Fiumaretta, arginature che negli ultimi anni hanno davvero degradato il nostro amato lungo fiume a causa dei perenni lavori in corso. Arginature che purtroppo sono state decise e iniziate parecchi anni fa e che alla luce di tutti gli approfondimenti fatti forse non erano la soluzione migliore per il nostro fiume.

Ormai tuttavia sono all'80% e ahimè, l'unica soluzione è terminarle in fretta per evitare che dove non ci sono il fiume in piena diventi davvero pericoloso. Diamo una svolta a tutto questo, acceleriamo la pratica e pensiamo in fretta a rendere di nuovo fruibile anche il lungo fiume per i tanti turisti che vengono dai comuni limitrofi, per il turismo nautico e per il commercio che deve necessariamente riprendere il volo. Speriamo davvero che alle parole del sindaco seguano dei fatti concreti da parte della Provincia di La Spezia e di conseguenza della Regione nel dare massima priorità a queste opere incompiute».

Fabrizio Palagi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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