Il dolore
Sigarette all'ospedale Apuane, arrivano i vigilantes
Massa, messaggi con l’altoparlante in tutto l’ospedale, via i posaceneri all’esterno e dipendenti-controllori autorizzati a fare multe
MASSA. L’altoparlante rompe il silenzio della grande hall. Il messaggio rimbomba lungo le scale mobili, in corsia, negli ampi corridoi: l’azienda sanitaria avvisa dipendenti, pazienti e visitatori che in ospedale non si fuma. Da nessuna parte. E aggiunge che dal 12 gennaio, data di pubblicazione del decreto legge 6, la sigaretta non può essere accesa neanche all’esterno. Non nel porticato di fronte all’entrata principale, non nelle aiuole, non nel parcheggio. Non nei terrazzini che accompagnano alle scale di emergenza. Sigarette spente - questo prevede il fatidico decreto - in tutte le pertinenze dell’ospedale. E chi non rispetta il divieto, rischia una bella multa: minimo 27,5 massimo 275 euro. Multa ancor più salta per chi il divieto deve farlo rispettare: la sanzione sale a 2.200 euro. E di verbali del genere gli anni scorsi l’Asl apuana se n’è già beccati due. Ecco, quindi, che adesso corre ai ripari.
Primo passo: toglie tutti i posaceneri nelle aree esterne. Fino alla settimana scorsa, davanti alla grande porta scorrevole che conduce alla hall, erano sistemati i classici cestini con la sommità destinata alle cicche. Da ieri non ci sono più, la direzione di presidio li ha fatti rimuovere tutti quanti. Del resto i Nas (incaricati dei controlli) hanno già fatto un salto in alcuni ospedali toscani e hanno contestato proprio la presenza dei posacenere: non si può fumare, ergo vanno rimossi.
E non finisce qui: in tutto l’ospedale delle Apuane ogni 3 0 4 ore risuona “la voce” dell’alto parlante per ricordare che vige il divieto di fumare, all’interno e all’esterno dell’edificio. Ieri quel messaggio lo hanno ascoltato pazienti, lavoratori e visitatori. E nel caso, non bastasse, l’Asl si attrezza con un sistema di controlli piramidale. In ogni reparto - così prevede la normativa - vengono individuate due persone responsabili degli accertamenti: un medico e un coordinatore infermieristico (la vecchia figura di caposala) verificano che nessuno metta mano all’accendino, neanche nei locali riservati al personale, come le cucinette.
Nelle aree comuni il compito di scovare le sigarette accese è di un dipendente amministrativo affiancato da un altro coordinatore. Chi controlla non solo ha il dovere e il potere di invitare a spegnere la sigaretta chiunque l’abbia accesa, ma può pure prendere carta e penna e fare la multa. I dipendenti-vigilantes sono infatti dotati di bollettario per mettere nero su bianco la contravvenzione e comminare la sanzione. Certo quei controllori non sono un pubblico ufficiale e alla richiesta di esibire i documenti potrebbero sentirsi rispondere con un secco “no”. In ultima ratio - spiega la direzione di presidio - non è esclusa, quindi, la richiesta di intervento del poliziotto in servizio all’ospedale. Insomma, lotta dura ai fumatori. Dipendenti Asl o visitatori. Le possibilità di sfuggire ai controlli - e alle multe - sono davvero poche. Meglio lasciare a casa il pacchetto di sigarette, quindi, se c’è da raggiungere l’ospedale.
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