Il Tirreno

«Morti in cava, il fato non c’entra»

di Cinzia Chiappini

La senatrice Paglini (M5s) incontra i sindacati, indagine e ispezioni al monte

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CARRARA. La senatrice Sara Paglini (M5S), membro della Commissione infortuni sul lavoro ha incontrato i rappresentanti dei sindacati del lapideo: la commissione ha aperto un'indagine sulle morti in cava e visiterà i bacini marmiferi. Le regole ci sono, e sono anche ben fatte, il problema è che qualche volta non vengono rispettate, per eccesso di confidenza con il lavoro che si svolge magari da anni, per ridurre i tempi di produzione o per semplice distrazione. Ma per chi opera in cava non ci sono certezze, perché gli scenari cambiano sempre, di ora in ora, proprio per effetto dell'attività estrattiva. È questo il messaggio che Roberto Venturini (Fillea Cgil) e Francesco Fulignani (Feneal Uil) hanno consegnato a nome dei sindacati del lapideo alla senatrice Paglini. In occasione di una delle sue visite in città, la parlamentare carrarese ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori, in vista dell'avvio delle audizioni della Commissione Infortuni sul lavoro, di cui la Paglini è membro, sui casi delle morti in cava. Nel corso del faccia a faccia, i sindacalisti si sono soffermati sulle difficoltà e sui pericoli dell'attività al monte legate anche a un luogo di lavoro in perenne trasformazione proprio per via dell'estrazione del marmo, dall'altro alle molte incognite che determinano le dinamiche degli incidenti: «Anche per noi è difficile trovare delle spiegazioni perché quando ci sembra di avere individuato una causa credibile, l'incidente successivo ci smentisce immediatamente» hanno raccontato Venturini e Fuglinani. Una cosa certa, hanno aggiunto però i due sindacalisti, è che la "sorte", il "destino" o il "fato" non c'entrano quasi mai. «Spesso quando si verifica un incidente è perché non sono state rispettate le regole, che ci sono e sono valide» hanno proseguito i due segretari. Le trasgressioni, hanno aggiunto, nascono a loro volta da un eccesso di confidenza con il lavoro - e non è un caso, che le ultime tre vittime, fossero tutti operatori esperti - dalla necessità di stringere i tempi e rispettare i ritmi di produzione o anche da una semplice disattenzione. Di qui l'appello a un'intensificazione dei controlli che hanno precisato Venturini e Fulignani, «nonostante l'ottimo lavoro svolto da Maura Pellegri, responsabile del dipartimento di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro in questi casi non sono mai abbastanza». Mai dai sindacati è partito anche un messaggio più prettamente politico: «Basta con la depenalizzazione dei reati, chi infrange le regole soprattutto quelle sulla sicurezza deve essere punito in modo esemplare». Come a dire che qualche migliaia di euro di sanzione, non sono certo un deterrente sufficiente per chi fa fatturati milionari. Parole, quelle dei due sindacalisti, che la senatrice ha seguito e "registrato" con grande attenzione: «Questo incontro è stato importante perché questa commissione che a breve prenderà il via al Senato dovrà trovare delle soluzioni normative per evitare il più possibile gli incidenti. Prendo atto che secondo i sindacati, le normative ci sono e vanno rispettate e che, bisogna capire di volta in volta cosa non funzione. E poi c'è la questione dei controlli, che spesso soffrono della mancanza di personale derivante dai continui tagli agli enti» ha commentato la senatrice Paglini. La commissione di inchiesta sugli incidenti in cava, terrà una serie di audizioni: tra gli "invitati" ci saranno i vertici di Assindustria, l'ingegner Maura Pellegri di Asl e gli stessi sindacati. Dopodiché scatteranno le ispezioni in cava: «Spero di trovare collaborazione da parte di tutti» ha concluso la senatrice del Movimento 5 stelle.

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