Il Tirreno

Carrarese, niente soldi: si va al fallimento

di Luca Santoni

Lo sfogo di Boggi: «Va preso atto che questa città non si può permettere una squadra in Lega Pro»

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CARRARA. Si apre con l’ennesimo nulla di fatto la settimana della Carrarese, impegnata ormai da tempo nella trattativa per la cessione della società a Mattia Piscaglia.

Anche ieri infatti non è arrivato nessun bonifico da parte dell'imprenditore. L'avvocato Menchini, rappresentante di Tartaglia, ieri pomeriggio si è detto ancora in attesa, ma ormai sembra proprio che il sipario debba chiudersi anche su questo fronte. Dopo tre settimane di rinvii, ultimatum e speranze deluse, sinceramente appare improbabile pensare che questa situazione possa ancora evolversi positivamente. Diciamo pure che i tempi sarebbero stati più che maturi per avere segnali concreti, cioè l'arrivo di questi benedetti 100mila euro (dalla Bulgaria o dall'Italia poco importava): una cifra minima rispetto alle reali spese necessarie a garantire solo la conclusione della stagione in atto della Carrarese.

Una cifra minima che però sarebbe servita da garanzia di fronte al tribunale e che avrebbe permesso alle parti in causa di avere il tempo necessario per formalizzare, entro una quindicina di giorni al massimo, il reale passaggio di proprietà delle quote.

Questi passi fino a ieri non si sono concretizzati, quindi è sempre più difficile non pensare che l'ipotesi Piscaglia possa definirsi ormai tramontata, salvo ovviamente colpi di scena dell'ultimo minuto. Dopo tre settimane di speranze, la Carrarese è costretta a tornare alla cruda realtà lasciata in stand-by lo scorso 8 febbraio, quando il liquidatore Emanuele Giorgi aveva depositato presso la cancelleria fallimentare del Tribunale di Massa il ricorso per il fallimento in proprio della Carrarese Calcio Srl. Purtroppo non arrivano segnali di altre trattative in atto o possibili soluzioni alternative che possano garantire il proseguimento gestionale della società di piazza Vittorio Veneto. I rinvii di queste tre settimane potevano rappresentare davvero l'ultima occasione per trovare una via d'uscita. Qualcuno sperava ancora che qualche forza economica (preferibilmente locale) potesse riavvicinarsi alla Carrarese, ma così non è stato (almeno da quanto è trapelato finora). Entro già questa settimana il vero rischio quindi è che il giudice delegato decreti formalmente il fallimento della Carrarese Calcio.

L'iter poi prevederebbe la nomina di un curatore fallimentare e da quel momento inizierebbe la fase più drammatica e triste di questa lunga, snervante e infinita crisi azzurra.

L'analisi del presidente del collegio sindacale Lucio Boggi appare amara e spietata: «Bisogna prendere atto che ha ragione Buffon». Boggi fa riferimento all'ormai famosa lettera aperta del 26 maggio 2015, quando il campione della Juventus e della Nazionale, annunciando il proprio commiato da patron della Carrarese, si dichiarava deluso per essere stato lasciato solo dalla città. «La Carrarese - Continua Boggi - fa circa 400 paganti che rappresentano una fetta piccolissima della popolazione di Carrara. Prendiamo atto che in due anni non si è avvicinato nessuno della nostra zona, quindi la città di Carrara non merita una squadra in Lega Pro, questa è l'amara verità. La città non si può permettere una Carrarese in Lega Pro, perché è un dato di fatto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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