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«Bene vengano le assunzioni ma serve più organizzazione»
MASSA. L’azienda sanitaria annuncia il piano assunzioni: stabilizzazioni, 14 posti per personale medico e infermieristico. Altri 14 per cui la Regione ha già dato il via libera. Su quel piano adesso...
MASSA. L’azienda sanitaria annuncia il piano assunzioni: stabilizzazioni, 14 posti per personale medico e infermieristico. Altri 14 per cui la Regione ha già dato il via libera.
Su quel piano adesso intervengono, con un comunicato unitario, le sigle sindacali: «L’Asl - esordiscono - ha assicurato di fare nuove assunzioni per la sanità di Massa Carrara, da oltre 5 anni decimata da una riduzione importante, in seguito al buco aziendale e alle leggi finanziarie. L’azienda sanitaria ha presentato un piano di rinforzi per il 2016. Le assunzioni per quanto riguarda il comparto portano ad un incremento di personale infermieristico, oss, ostetriche, tecnici sanitari. Per i medici sono relative ai reparti di ostetricia, radiologia, ortopedia. Durante l’ incontro con la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis è stata sottolineata la necessità di una verifica del piano assunzioni per accertare se i numeri indicati siano sufficienti per rispondere ai bisogni. Altro tema - aggiungono i sindacati - è il piano ferie: chiediamo una programmazione seria da parte di Asl.
Prendendo atto del nuovo piano assunzioni, non possiamo accettare, infatti, che il personale continui a lavorare in organico ridotto in occasione di ferie, malattie, congedi, formazione. Chiediamo, quindi, un nuovo modello organizzativo che coniughi le necessità dei cittadini con quelle di lavoratrici e lavoratori. Purtroppo oggi - e disegnano un quadro dell’attuale - personale infermieristico, oss, ostetriche, tecnici di laboratorio e radiologia sono costretti a saltare ferie e riposi. Sia in ospedale, sia nei distretti. L’organizzazione dell’ospedale per intensità di cura - è la conclusione finale - richiede nuovi ruoli professionali, nuovi strumenti ed un ripensamento della presa in carico del paziente. Questo determina la necessità di introdurre modelli di lavoro multidisciplinari per percorsi e obiettivi, con definizione di linee guida e protocolli condivisi. Inoltre, la sanità territoriale, proprio per il nuovo modello ospedaliero, richiede un potenziamento di servizi e personale sul fronte della sanità territoriale».
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