Il Tirreno

Approva il piano urbanistico che ridisegnerà Pontremoli

di Riccardo Sordi
Approva il piano urbanistico che ridisegnerà Pontremoli

Voto compatto della maggioranza, Mazzoni si astiene: «Servono meno vincoli per il centro storico» Minoranze critiche sul metodo: «Il corposo materiale ci è stato fornito solo dieci giorni fa»

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PONTREMOLI. E’ stato approvato dal consiglio comunale che si è svolto sabato nelle stanze del Teatro della Rosa, il Piano Operativo Comunale. Si tratta dello strumento che, assieme al piano strutturale, andrà a disciplinare la conservazione, lo sviluppo e la riqualificazione di Pontremoli.

Un appuntamento di grande valenza visto che il nuovo regolamento urbanistico cittadino  ormai in ballo dal lontano 2003 quando iniziò il cammino per la realizzazione del Piano Strutturale di cui il Piano Operativo Comunale (Poc) è  un fondamentale derivato. Infatti il Piano Strutturale è  un atto distinto dal regolamento urbanistico, il quale viene redatto in una seconda fase proprio sulle basi stabilite dal Piano Strutturale e che  stato approvato nel luglio 2013.

Ha provare a tracciare un excursus dell'iter il vicesindaco e assessore all'urbanistica, Piercamillo Cocchi «oggi con questa approvazione mettiamo un tassello importante per offrire questo regolamento urbanistico che contribuirà a disegnare la città del futuro».

Ad entrare più nel dettaglio del Poc l'architetto Raimondo Gramigni, tecnico della società Interstudio di Firenze che si  occupata della compilazione del Piano in stretta collaborazione con le amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni.

Gramigni ha evidenziato come con il Poc si sia voluto, in linea con le direttive regionali, cercare di fare in modo di difendere l'esistente, cercare di valorizzare i borghi montani abbandonati cercando di favorire ed incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente.

Ma l'illustrazione del Poc ha creato non poche perplessità da parte delle minoranze.

A partire dal metodo stesso, come evidenziato in prima battuta dal capogruppo Rolando Scatena e condiviso anche da Francesco Mazzoni e Paolo Bissoli «c'è stato inviato questo materiale, estremamente corposo e complesso, solo dieci giorni prima del consiglio. Non  possibile dare un parere compiuto con questa tempistica ristretta».

Scatena ha dato seguito a questa scelta decidendo di non partecipare al voto. Bissoli ha bocciato il Piano anche sul come  stato redatto («anche pieno di numerosi errori materiali») mentre più aperto  è stato Mazzoni che condivide nella sostanza il Poc anche se non risparmia alcune critiche «si poteva pensare a dare meno vincoli per il centro storico. Che deve tornare ad essere abitato e che quindi ha bisogno di strumenti idonei e incentivi». Il Poc  è stato quindi approvato con il voto compatto della maggioranza, l'astensione di Francesco Mazzoni, il voto contrario di Paolo Bissoli e, come annunciato, dall'uscita dall'aula di Rolando Scatena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA   

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