Il Tirreno

«Stadano, in ritardo i lavori per il ponte»

L’allarme degli abitanti che hanno scritto alla Regione: «Disattesi gli accordi presi con l’impresa»

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AULLA. Torna a insorgere la piccola frazione aullese di Stadano per i nuovi rallentamenti nella costruzione del ponte (da sette milioni di euro) che andrà a sostituire quello letteralmente spazzato via dalla furia del fiume Magra il 25 ottobre 2011, giorno della disastrosa alluvione che fece due vittime ancora in attesa di giustizia a Aulla.

Potrebbe essere in forse la data del 24 novembre 2016, giorno in cui sarebbe prevista la consegna del nuovo ponte. A lanciare l’allarme e a farsi portavoce del disagio dei suoi concittadini è il presidente dell'associazione “Stadano Bonaparte”, Alberto Valentini, il quale ha scritto all’ingegner Giovanni Massini del settore prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico della Regione. Valentini prende le mosse da un incontro svoltosi a dicembre, richiesto dagli abitanti di Stadano, «preoccupati dall’evidente rallentamento delle opere di ricostruzione del ponte sul fiume Magra»; incontro a cui hanno partecipato, oltre al sindaco di Aulla, Silvia Magnani, l’ingegner Venturi (direttore dei lavori per conto della Regione) e rappresentanti dell’impresa Castaldo. «Nel corso dell’incontro – scrive Valentini – l’ingegner Venturi e i rappresentanti della Castaldo, dopo aver dato spiegazioni circa l’evidente ritardo, hanno presentato il programma dei lavori, che descriveva le successive fasi lavorative fino al completamento dell’opera, prevedendo la fine dei lavori per novembre 2016. Ora, trascorsi circa 80 giorni dall’incontro, confrontando il programma con l’avanzamento delle opere, già si avverte un forte ritardo» aggiunge il presidente dell’associazione elencando le principali criticità: «L’antenna P1, il cui completamento era previsto per il 3 febbraio, è ancora in fase di elevazione; la parte in elevazione dei relativi blocchi di ormeggio, anch’essi previsti in completamento il 3 febbraio, ancora non sono stati iniziati; le pile 3 e 4 (in sponda destra) dovevano essere completate entro il 21 marzo, ma ancora stanno lavorando sulle opere di fondazione. Questi ritardi, a nostro avviso, potevano essere evitati – prosegue Valentini – impiegando in sponda sinistra più squadre (come del resto indicava il programma), facendo in modo che i lavori avanzassero contemporaneamente e non in sequenza, come oggi, invece, stanno procedendo; in sponda destra, invece, la diversa natura del materiale riscontrato in fase di perforazione, rispetto a quanto rilevato con le indagini geologiche, poteva non rappresentare criticità se le lavorazioni fossero iniziate alla consegna dei lavori e non dopo sette mesi. Tutte queste opere, tra l’altro, sono propedeutiche al fissaggio delle funi, previste in fornitura entro la fine del mese di marzo, compromettendo il rispetto dei tempi della messa in opera, prevista dal 31 marzo al 7 maggio».

Poi c’è un altro elemento che potrebbe giocare a sfavore del rispetto dei tempi, ovvero il fatto che, il 24 marzo, è previsto il restringimento della corsia autostradale da cui si entra e si esce da Stadano, con la conseguenza che i mezzi che operano nel cantiere saranno costretti ad utilizzare il guado provvisorio che è attualmente da ripristinare. «Questo continuo slittamento dei tempi – conclude Valentini – ci preoccupa non poco. Inoltre, non dimentichiamo che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, durante la visita a Stadano il 9 marzo 2012, in assemblea con gli abitanti, aveva promesso che l’opera sarebbe stata completata entro l’autunno del 2013. Abbiamo maturato un ritardo di oltre tre anni e, sinceramente, non credo possiamo tollerare ulteriori slittamenti.»

Gianluca Uberti

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