Il Tirreno

Il monoblocco, una storia lunga quarant’anni

Il monoblocco, una storia lunga quarant’anni

Nel febbraio del 1976 il nuovo ospedale entrava a regime. L’edificio nacque ai piedi delle Apuane, vicino alle cave

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CARRARA. Due date: febbraio 1976 - febbraio 2016 i 40 anni del Monoblocco di Carrara: Nascita e Morte di una delle strutture più belle e funzionali del nostro comprensorio. A ripercorrere la storia è lo storico Paolo Biagini.

Esattamente quarant'anni fa, nel febbraio del 1976 il nuovo ospedale di Carrara entrava a regime; infatti con le operazioni di trasferimento nel "Monoblocco" delle divisioni di chirurgia, ortopedia e pronto soccorso dal Civico di piazza Monzoni si concludeva non solo un passaggio da un edificio storico e obsoleto ad una nuova, efficiente, struttura vanto della città, ma si apriva anche un'era della medicina che vedeva il medico nella sua nuova e attuale figura professionale. La storia di questo edificio inizia nel secondo dopo guerra quando l'esigenza di saldare il tessuto dei padiglioni di Monterosso con quello del "civico" ospedale indirizzò gli amministratori dell'epoca verso una nuova struttura che fosse esempio di razionalità e funzionamento e che includesse inoltre una pianificazione organica dell'intero complesso ospedaliero; in più la scelta del luogo in cui erigere il nuovo edificio era stata valutata con criterio: doveva sorge ai piedi delle Apuane, nella città di Carrara, in un'area appositamente scelta e voluta per la sua vicinanza ai luoghi in cui accadeva e purtroppo tuttora accade la maggior parte degli incidenti più gravi e spesso mortali sul lavoro: le cave di marmo di Carrara. Il fattore tempo era ed è tutt'oggi essenziale nel primo intervento.

L'incarico per la progettazione della nuova imponente struttura venne affidato all'ing. Angelo Bordoni di Milano, esperto del ramo e autore, tra gli altri, dell'ospedale di Brescia, in collaborazione con l'arch. Gianni Grilletto di Milano al quale si affiancò in seguito l'ing. Bruno Tenerani di Carrara. Il progetto definitivo ebbe il nulla osta del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici l'11 dicembre 1956. La posa della prima pietra di quello che viene comunemente chiamato "Monoblocco" avvenne due anni più tardi, nel 1958, in conseguenza dell'appalto del primo dei quattro lotti previsti costato 111.600.000 di Lire. I due lotti successivi, 1959 e 1964 ebbero un costo di £. 150.000.000 ciascuno mentre l'ultimo di £. 100.000.000. In complesso la spesa definitiva per la realizzazione di questa grandiosa opera pubblica superò la stratosferica cifra di 650.000.000 di Lire. I fondi necessari per i primi lavori vennero da un mutuo contratto dall'Ospedale, assistito da un contributo del 2% dello Stato e da garanzia del Comune. L'attuale Monoblocco sorge sull'area dall'edifico principale del complesso dei padiglioni di Monterosso demolito nel 1957, costruito su progetto del prof. Tempioni del 1914 i cui lavori vennero sospesi a causa del primo conflitto mondiale e ripresi solo nel periodo fascista per concludersi nel 1930.

Dopo anni di difficoltà, rallentamenti e problemi si giunse finalmente all'apertura del complesso nel febbraio del 1976. Dalla relazione al progetto esecutivo, i numeri rendono l'idea della grandezza di questa struttura; con una superficie netta di oltre 64.000 mq. distribuiti su sette piani più uno seminterrato (S) uno rialzato (R) e uno all'attico la capienza complessiva del nuovo edificio era di 370 posti letto. Il corpo principale lungo 150 mt. è diviso al centro dal vano di accesso ai piani, comprendente, oltre le scale, 4 ascensori per il pubblico, 4 per il trasporto degenti, 2 montacarichi e altri ascensori di servizio. Dietro la facciata principale si articola il cosiddetto Blocco Operatorio distribuito su 3 piani dei quali il terreno è adibito a centrali elettriche e gruppi elettrogeni di emergenza.

 

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