La manifestazione
Duomo gremito per ricordare Antonio Taibi
I vertici dell’Arma dei carabinieri, sindaci e istituzioni: non dimenticheremo mai
MASSA. «Il maresciallo Antonio Taibi era un figlio eletto dell'Arma, un carabiniere che faceva il suo dovere, un marito e un padre esemplare. Ce lo hanno portato via con un barbaro assassinio, per questo noi vogliamo stare accanto alla sua famiglia. Una vicinanza concreta, non li abbandoneremo. Mai». Sono risuonate forti in duomo a Massa le parole del generale Tullio Del Sette, comandante generale dell'Arma dei carabinieri per il trigesimo della morte del sottufficiale, ucciso davanti a casa da Roberto Vignozzi, l'ex postino che ha premuto il grilletto per una folle vendetta basata sul nulla. C'era tantissima gente in chiesa ad ascoltare l'ufficiale e i tre sacerdoti che hanno officiato la messa in ricordo di Taibi: monsignor Mauro Tramontano, cappellano militare del comando legione Toscana, don Raffaello Piagentini, parroco del duomo di Carrara, e monsignor Giulio Rossi, parroco della cattedrale di Massa.
Quasi a unire quel lavoro e famiglia che è stato il credo del sottufficiale. Così come hanno fatto a Palermo nella chiesa in cui i genitori e i fratelli hanno onorato il congiunto caduto per aver fatto il proprio dovere.
C'era Massa e c'era Carrara alla funzione: i due sindaci Angelo Zubbani e Alessandro Volpi, il prefetto Giovanna Menghini, il questore e i comandanti di guardia di finanza. L'Arma oltre che da Del Sette era rappresentata dal comandante della Legione carabinieri Toscana, il generale Emanuele Saltalamacchia, e il vice comandante generale dell'Arma dei carabinieri e comandante Interregionale carabinieri Podgora, il generale Vincenzo Giuliani.
E poi i colleghi di Taibi, quelli che lo vedevano tutti i giorni nella caserma La Plava, con gli occhi lucidi per una vicenda che li ha segnati e che ancora li vede protagonisti in un'indagine che cerca di fare chiarezza in una storia davvero assurda. «Il maresciallo Taibi - ha continuato Del Sette - è stato onorato da tutti noi, da chi gli è stato vicino e da chi gli ha voluto bene».
Grande vicinanza alla famiglia del maresciallo Antonio Taibi e un abbraccio simbolico a nome di tutta la comunità carrarese è stato quello del sindaco Angelo Zubbani che ha assitito alla messa in prima fila, accanto al collega Alessandro Volpi e a tanti altri sindaci della Lunigiana.
Il primo cittadino di Carrara ha parlato a lungo con la moglie e i figli di Taibi ribadendo l’impegno a non dimenticare il grande sacrificio compiuto dal maresciallo ucciso sulla soglia di casa, mentre stava andando a fare il suo dovere, come ogni mattina, come ogni giorno da quando era entrato nell’Arma dei carabinieri.
È stata un funzione partecipata e sentita quella che ha segnato l’unione di due comunità strette nello stesso dolore.
Un segno tangibile di una comunità intera che non dimentica e che porta scritto, nella propria pelle in maniera indelebile il sacrificio di una vita spezzata.
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