Il Tirreno

Bloccati i lavori dell’ampliamento della moschea

di Alessandra Vivoli
Bloccati i lavori dell’ampliamento della moschea

Ferme le forniture di un milione di metri quadri di lastre Sospeso il super ordine per Medina. Il “bianco” è in affanno

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CARRARA. La crisi internazionale “stoppa” il bianco. O meglio ferma (ma l’ordine - è bene precisarlo - non è stato cancellato ma solo sospeso) la maxi fornitura per il potenziamento della moschea di Medina a cui da circa due anni stanno lavorando molte aziende del comparto apuano. Da quattro anni per i lavorati finiti.

Si tratta di un milione di metri quadrati di lastre che, per il momento resteranno nei depositi carraresi, fino a nuovo ordine. O meglio fino a che la situazione non tornerà alla normalità e il grande lavoro di ampliamento della moschea potrà tornare a procedere spedito.

Ma intanto questa frenata su Medina è un duro colpo per il settore che, nei primi mesi dell’anno sembra alle prese con una nuova crisi finanziaria globale, che sembra ripercorre i passi di quanto già accaduto a cavallo del 2008 e 2009.

Petrolio ai minimi storici: bianco in affanno. L' anno è iniziato, con il prezzo del petrolio ai minimi storici e con il crollo della borsa di Shanghai del 15%, fattori entrambi determinanti che hanno fatto si, che anche l' importante mercato americano influenzato da questi segnali, ha iniziato a gennaio un lento andamento facendo registrare una performance a dir poco preoccupante.

È chiaro che nei prossimi mesi e forse lo stiamo già avvertendo, tutto ciò avrà un forte impatto anche sul nostro settore lapideo, da sempre molto legato agli andamenti dei mercati finanziari e sensibile ai segnali in arrivo dai paesi in via di sviluppo, oggi fortemente destabilizzati dai crolli di borsa e petrolio e dal fluttuare dei prezzi per l' acquisizione delle materie prime.

I mercati che frenano. Volendo scendere ancor più nel dettaglio, a tutto comparto del lapideo nei prossimi mesi non potrebbero venire a mancare soltanto i due più importanti mercati mondiali, di Cina e Stati Uniti ma l' appoggio commerciale di altre importanti nazioni come India e Paesi Arabi.

Il mercato Indiano, con le sue importazioni di materiali lapidei, da sempre "cardine" dell’ economia apuana e praticamente in una situazione di stallo, in attesa di segnali positivi dai mercati finanziari e soprattutto in attesa di sciogliere i problemi politico e burocratici legati alle licenze d' importazione delle materie prime e fra queste naturalmente il marmo.

Si ferma il maxi lavoro della moschea. Il mercato arabo fortemente penalizzato da un deficit record, dovuto al calo dei ricavi nella vendita del "greggio" durante il 2015, è anch'esso in piena crisi economica e fortemente minacciato dai conflitti interni al paese a tal punto di interrompere la maggior parte delle trattative commerciali in atto, compreso il grosso lavoro della Moschea che stava alimentando da più di due anni l’ economia locale.

In sostanza la brusca frenata del lavoro da Medina diventa un segnale preoccupante per tutti coloro che nel nostro lapideo aspettavano il 2016 come un' anno non solo di conferme ma di una vera e propria “esplosione" economica. Adesso già parecchie aziende hanno avviato (senza proclami ma con grande concretezza) un’opera di riorganizzazione che passa dal controllo dei costi per le materie prime. Si stanno anche calmierando i prezzi alla vendita, in attesa di una situazione economico finanziaria più favorevole.

E il materiale per l’edilizia resta invenduto. A Carrara lo definiscono il marmo meno bello, quello di qualità non ottima che fino a pochi mesi fa trovava un largo impiego nei mercati africani dove veniva utilizzato per il settore dell’edilizia. Si tratta, in sostanza di un 30% (in media) della produzione di cava, quel marmo che non finisce, per dirla molto semplicemente, nelle nicche di mercato dei super materiali che, quelli almeno, non conoscono crisi. Per il grosso della produzione la crisi segna il passo. Anche nella qualità inferiore e più economica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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