Sicurezza
Ronde: Volpi firma l’ordinanza che le vieta
Intanto i comitati anti furti di Poggiolo organizzano manifestazioni. Sit in dopo l’accoltellamento: serve un segnale chiaro dal Comune
MASSA. Il sindaco Volpi l’ha annunciata e l’ha fatta: ha verificato che l’ordinanza a firma Pucci, datata 2009, non era più in vigore. Ha quindi attivato gli uffici, steso un nuovo atto e l’ha presentato al comitato di ordine e sicurezza. Con il via libera di quel comitato, ha apposto la sua firma: ordinanza anti ronde emanata. Anche se l’atto sarà esecutivo da lunedì mattina con la pubblicazione in albo pretorio.
Un documento in cui - per citare testualmente - si fa «divieto ad associazioni o gruppi di esercitare funzioni di vigilanza o pattugliamento del territorio». La ratio è chiara: controllare la città, anche con scopo di deterrenza e prevenzione, spetta alle forze dell’ordine e non ai cittadini. Un’ordinanza che, in ogni caso, non muove di un centimetro i volontari. Volontari che molti - basta dare un’occhiata su Facebook - apprezzano e che molti altri, invece, contestano.
E le contestazioni arrivano anche da chi il problema sicurezza lo solleva da anni, ma non considera le ronde - o pattugliamenti che dir si voglia - la soluzione al problema. Critico anche Galeano Fruzzetti, presidente del comitato anti furti di Poggiolo, nonostante da quelle parti la tensione sia alle stelle. È lì, infatti, che nei giorni scorsi è stato picchiato e accoltellato dai ladri un anziano.
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«Il comitato - Fruzzetti ricostruisce gli ultimi due anni - è nato nel 2014 dopo che ogni casa del quartiere era stata visitata dai ladri. Abbiamo promosso due fiaccolate, iniziato un percorso con l’amministrazione». Del resto la zona, per alcune caratteristiche, consente ai ladri di entrare in azione con relativa facilità e questo perché le vie di fuga sono davvero tante: la ferrovia, il fiume a due passi, le segherie abbandonate. Il Comune qualche intervento l’ha fatto, anche se non risolutivo e adesso il comitato si prepara a nuove iniziative per dimostrare che il quartiere è compatto e per esprimere massima solidarietà all’anziano picchiato e accoltellato dai ladri: «L’episodio è gravissimo - è la sintesi di Fruzzetti, dobbiamo lanciare un segnale. E lo faremo con un sit in davanti alla casa dell’uomo. Credo che un segnale dovrebbe darlo anche il primo cittadino. Mi chiedo - rincara - se Volpi sia stato a trovare l’uomo ferito, se abbia espresso personalmente la vicinanza dell’amministrazione? Il gesto avrebbe una rilevanza simbolica, conferma e dimostrazione che l’amministrazione c’è».
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E proprio l’amministrazione rimane il primo referente del comitato: «L’approccio delle istituzioni deve cambiare, le ronde non servono a nulla se non a dare visibilità ad alcuni. Noi abbiamo chiesto le telecamere nelle strade di accesso al quartiere, ma non ci risulta che siano state installate».
Poi una nuova proposta: «Pensiamo ad convegno, senza alcuna strumentalizzazione politica, aperto ai cittadini e a tutti i comitati. Un’occasione per confrontarci sul tema della sicurezza, proporre soluzioni, condividere paure e perplessità. Quello che è successo all’anziano ferito - è l’amara conclusione di Fruzzetti - non è altro che una tragedia annunciata». Perché è vero che da qualche tempo i ladri a Poggiolo si facevano vedere poco, altrettanto vero che, a periodi regolari, si ripresentano. Giorno e notte. Nelle case di tutti. E un intero quartiere ormai ha paura. Ne ha ancora di più dopo l’accoltellamento dell’altra sera.
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