Sicurezza
Le ronde cambiano faccia
Niente spray al peperoncino, niente pettorine e solo volontari del luogo
MASSA. Il sindaco parla chiaro: la sicurezza fai da te non è ammessa. E annuncia un’ordinanza anti ronde. Stefano Benedetti che quelle ronde le promuove non fa il passo indietro. Tutt’altro: organizza nuovi pattugliamenti in una delle zone in cui i ladri sono di casa. Ventiquattro volontari, divisi in due squadre, tengono d’occhio Casone, Bondano, Partaccia, Ricortola. Si dividono le aree, si danno appuntamento ad orari prestabiliti, fanno il punto, rimangono in strada - parola di Benedetti - dalle 11 di giovedì sera fino alle 5 di venerdì mattina. E - assicura il consigliere forzista - sventano persino un furto: arrivano davanti ad un ristorante di Partaccia, beccano il cancello aperto, notano una porta forzata. Chiamano i carabinieri e avvisano anche il proprietario: i ladri, in effetti sono entrati, ma - aggiunge Benedetti - se la sono data a gambe probabilmente proprio perché si sono accorti del pattugliamento in corso. Furto sventato e la conferma - agli occhi dei volontari - che i controlli sul territorio servono davvero e funzionano. Insomma, ordinanza o non ordinanza, Benedetti e chi condivide il suo progetto non abbandonano il fortino.
Il passo indietro non lo fanno, ma il tiro lo correggono eccome e propongono una versione più soft con lo scopo di non essere costretti a rinunciare all’iniziativa. Ecco, quindi che chi esce in strada non indossa le pettorine che hanno il sapore della divisa e nessuno porta con sè lo spray al peperoncino per evitare che qualcuno consideri l’oggetto - anche se la legge non la pensa così - strumento di difesa o offesa contro i ladri. E non finisce qui: i pattugliamenti - anche Benedetti ora preferisce chiamarli così - vengono organizzati e promossi nel quartiere da chi nel quartiere vive. Insomma, un modello nuovo, come ammette lo stesso consigliere: «Abbiamo pensato di ripetere l’esperienza nella zona di Casone, Partaccia e Bondano perché io stesso ed alcuni altri promotori viviamo lì.
Un modo per testare il modello e verificarne l’efficienza». Efficienza che - i volontari ne sono convinti - è confermata dal furto sventato. Un nuovo modello, quindi, che coinvolge in prima persona i residenti e che Benedetti & co, dopo l’esperienza di Partaccia, esporteranno in altri quartieri: «Abbiamo già coinvolto un gruppo di abitanti di Romagnano perché la prossima settimana andremo da quelle parti. Qualcuno contesta il fatto che diamo informazione sulle zone del pattugliamento, io invece trovo che sia coerente con la nostra volontà di proporre un deterrente, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine, come è avvenuto a Partaccia».
Insomma, una versione più soft delle ronde tanto che Benedetti trova infondata anche l’ordinanza sindacale: «Le leggi nazionali già sono chiarissime sul fatto che non si possa girare armati, nè noi ne abbiamo mai avuto intenzione. Sarebbe, invece, incostituzionale un atto del sindaco che vietasse ai cittadini di passeggiare per la notte».
Un’iniziativa, le ronde, cui qualcuno plude e che altri contestano, certo è che 40 ragazzi, tutti o quasi ventenni, si sono già fatti avanti per partecipare ai pattugliamenti, sicuri che il sistema funzioni: «E funziona davvero - garantisce Benedetti - negli ultimi giorni, dopo la prima iniziativa, i furti a Partaccia e Casone si sono contratti». Adesso l’ordinanza anti ronde c’è e si tratta di capire se i volontari la prossima settimana saranno comunque in strada. Stavolta a Romagnano.
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