Il Tirreno

Massa, casa abusiva: il Comune la fa demolire

Massa, casa abusiva: il Comune la fa demolire

Abbattuto un immobile alle Ca’ di Cecco. L’amministrazione: "Il proprietario è stato più volte, negli anni, diffidato a provvedervi autonomamente e con mezzi propri. Questo è il primo di una serie"

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MASSA. Le ruspe sono arrivate di prima mattina: gli operai sapevano bene che ci sarebbero volute ore. Perché servono ore per buttar giù un edificio, dal tetto alle fondamenta. E questo uomini e mezzi, con il coordinamento dei vigili urbani, dovevano fare.

Ebbene sì, quell’edificio alle Ca’di Cecco, tra l’umido dei boschi, doveva essere abbattuto. Da anni. Perché da anni, la giustizia, con una sentenza passata in giudicato, l’ha definito abusivo. E in caso di sentenze per abusi, la legge prevede la pena della demolizione. A disporre l’abbattimento è, infatti, la Procura. Di abusi edilizi in terra apuana ce ne sono parecchi, così tanti che proprio la Procura gli anni scorsi decide di mettere ordine e individua tutti gli immobili per cui esiste una sentenza definitiva con la previsione della demolizione. E ne trova 120. Chiede, quindi, la collaborazione dei Comuni e con loro, nel 2012, sigla un protocollo. L’accordo è che se la Procura dispone la demolizione, Palazzo civico la esegue. E l’accordo funziona.

I proprietari degli immobili, prima di trovarsi le ruspe davanti casa, vengono diffidati. E ciò significa che hanno la possibilità di provvedere loro stessi alla demolizione. Soluzione che permette spesso di risparmiare qualche soldo: fai dei preventivi, verifichi chi ti chiede la cifra inferiore, demolisci e ti metti in regola. Se non lo fai, allora è la Procura a disporre l’abbattimento, in accordo con il Comune. Palazzo civico, infatti, incarica una ditta e poi manda il conto al proprietario dell’immobile. Così accade anche ieri mattina alle Ca’di Cecco. L’edificio abbattuto era ancora grezzo: mattoni, niente intonaco, niente infissi e tetto in materiale coibentato.

A supervisionare alle operazioni i vigili urbani, coordinati dal comandante Santo Tavella: «Prima di pervenire alla fase conclusiva con la demolizione - scrive l’amministrazione in una nota - il proprietario è stato più volte, negli anni, diffidato a provvedervi autonomamente e con mezzi propri, ma quando neppure l’ultima diffida notificatagli la settimana scorsa ha avuto alcun seguito, la demolizione è avvenuta coattivamente». E sarà la prima di una serie. Sarà definito, infatti, un calendario che prevede gli abbattimenti nel corso delle prossime settimane. Con lo stesso meccanismo di ieri mattina: disposizione della Procura, ma esecuzione del Comune.

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