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Accordo col Fisco per 4 industriali: così escono di scena

Accordo col Fisco per 4 industriali: così escono di scena

Sborseranno meno della metà delle cifre contestate Restano sotto sequestro beni per 1,4 milioni di euro

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CARRARA. Black marble: al via gli accordi - al ribasso - con l’Agenzia delle entrate. Quattro degli imprenditori coinvolti nell’operazione di procura e Guardia di Finanza, ieri mattina hanno chiuso l’accordo per versare, nelle casse dell’Agenzia delle entrate, meno della metà rispetto alle somme contestate. Certo si tratta sempre di cifre consistenti, si parla di un’evasione milionaria, ma ridotte della metà rispetto a quello che è stato ricostruito da oltre tre anni di indagini.

Firmati i primi accordi al ribasso. L’avviso di conclusione delle indagini è solo di quarantotto ore fa ed è stato presentato con una conferenza stampa in Procura.

Ma, intanto, alcuni degli imprenditori denunciati nell’ambito dell’operazione “black marble”, hanno già fatto i loro conti. O meglio hanno siglato con l’Agenzia delle Entrate un accordo al ribasso che, in sostanza, gli consentirà di versare nelle casse del fisco meno della metà rispetto alle cifre contestate come evasione.

Insomma se la Guardia di Finanza, dalla ricostruzione di tutti i movimenti di compra vendita, i conti paralleli all’estero e i passaggi di denaro contante, ha contestato un’evasione nella dichiarazione d’imposta di 1 milione di euro, gli imprenditori se la sarebbero cavata con cinquecentomila euro. Anzi, anche qualcosa di meno, visto che i quattro accordi siglati proprio nelle ultime ore prevedono che venga versato nelle casse dell’Agenzia delle entrate meno della metà di quanto contestato.

Sotto la lente del fisco solo gli ultimi tre anni . Cominciamo col dire che gli imprenditori “pizzicati” dalla Finanza, e finiti al centro del maxi faldone della Procura, pagheranno. Anzi hanno già cominciato a farlo anche se con accordi al ribasso che consentiranno di versare meno della metà (in qualche caso la metà) delle cifre contestate.

Ma è a anche vero che le contabilità e le dichiarazioni passate al microscopio riguardano soltanto tre anni. Quindi un periodo di tempo molto limitato se si tratta di un sistema, come più volte ribadito, che sarebbe stato usuale nel mondo del lapideo: stiamo parlando della sottofatturazione delle partire di blocchi e dei pagamenti cash, in nero, “coi soldi in bocca” come si dice a Carrara. Un periodo limitato e contestazioni che, per il momento, si limitano solo alle dichiarazioni finite al centro delle indagini.

I beni sequestrati. Le indagini delle Fiamme gialle coordinate dal procuratore capo, Aldo Giubilaro, e dirette dal pubblico ministero, Rossella Soffio, che si sono chiuse con il sequestro preventivo di beni per circa 1.4 milioni di euro. Ad alcuni degli imprenditori denunciati sono state poste sotto sequestro anche le abitazioni, oltre naturalmente ai conti correnti. Un segnale forte quello della Procura che ha voluto così assicurarsi che le cifre evase venissero riversate al fisco. Anche se, secondo gli accordi, anche solo in parte.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web