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Sviluppo rurale: finanziati 64 progetti ma ne 29 restano fuori
In Lunigiana l’80% dei soldi regionali per le giovani imprese Coldiretti: almeno 100 posti di lavoro. Ma c’è chi resta fuori
PONTREMOLI. Dai prodotti a base di lavanda ai distillati a km zero passando per l'allevamento di bovini da carne in montagna all'agricoltura sociale destinata a soggetti con fragilità psichica fino alla produzione di conserve con i prodotti agricoli ed i frutti tipici della Lunigiana da valorizzare e far scoprire: sono alcuni dei profili delle aziende agricole pronte a sbocciare nella provincia di Massa Carrara grazie ai contributi erogati dal pacchetto giovani del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana. 64 i progetti finanziati per un totale di quasi 10milioni di contributi che arriveranno, in particolare in Lunigiana e nelle zone più svantaggiate, ad alimentare la nascita di nuove aziende agricole e di occupazione.
Secondo Coldiretti Massa Carrara che ha seguito molte delle 64 domande che sono state approvate (in totale erano state 93 le richieste), saranno almeno 100 i posti di lavoro diretti creati attraverso i progetti agricoli presentati dai giovani del nostro territorio che potrebbero diventare fino a 700 nei prossimi tre anni mediante l'attivazione delle filiere collegate.
Sono 113 le imprese agricole under 35 iscritte alla Camera di Commercio (fonte Isr). Alle imprese under 40 ammesse e finanziate saranno erogati contributi che possono variare da un minimo di 40mila euro (50mila in zone montane) per il premio di primo insediamento e di ottenere contributi pari al 50%, che salgono fino al 60% se in zone montane, sugli investimenti effettuati per un ammontare minimo di 50.000 euro finalizzati all'ammodernamento delle strutture, delle dotazioni aziendali e alla diversificazione delle attività agricole (come l’agriturismo).
«La provincia di Massa Carrara, con la Lunigiana che è considerata una delle aree agricole più difficili dell'intero territorio regionale, è riuscita - spiega Vincenzo Tongiani, presidente Coldiretti Massa Carrara - a presentare progetti concreti e multifunzionali in grado di produrre un impatto immediato sull'economia aziendale e sull'occupazione. Il 70% dei progetti finanziati sono aziende neonate che probabilmente, senza il sostegno dei contributi, non avrebbero mai avuto la possibilità di partire o avrebbero incontrato molte difficoltà. L'80% dei contributi finirà in Lunigiana dove batte il cuore agricolo della nostra economia. I contributi sono una risposta importante anche ad un tasso di disoccupazione giovanile record dove in pratica un giovane tra 15 e 29 anni nella nostra provincia è senza lavoro (49,1%)».
Coldiretti auspica adesso la riapertura di un nuovo bando in tempi brevi per consentire, alle imprese escluse, spostando il limite di insediamento da 6 a 12 mesi, di poter dare gambe ai loro progetti. «Con altre risorse - spiega Marco Bellè, delegato Giovani Impresa Massa Carrara - riusciremo a mettere in moto le altre aziende rimaste fuori. Sono rimasti esclusi tanti bei progetti a cui invece merita dare gambe e sostanza. Sarebbe un risultato ancora più incredibile di quello che stiamo commentando oggi».
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