Attenzione
La direttrice dell’Asl «L’ospedale non si tocca»
De Lauretis apre uno spiraglio per la collocazione futura della Casa della salute Critico il capogruppo Ferri: «Abbiamo già sentito questi discorsi, non ci fidiamo»
PONTREMOLI. Una discussione infuocata, tra accuse reciproche di “inaffidabilità” e minacce di esposti alla Procura sui costi dell’Asl. Una seduta davvero agitata quella del consiglio comunale aperto al Teatro della Rosa e che ha avuto come interlocutrice privilegiata la direttrice dell’area vasta dell’Asl, Maria Teresa De Lauretis. La tematica era legata alla sanità ma che nello specifico si è incentrato sull’argomento principe di questi mesi in merito alle discussione sui servizi socio sanitari, ovvero la realizzazione della Casa della Salute. De Lauretis ha in pratica ribadito quanto affermato nel precedente consiglio comunale aperto da Rosanna Vallelonga, direttore della Società della Salute della Lunigiana che aveva assicurato che la realizzazione della “Casa della Salute” non comportava in alcuno modo rischi per l’ospedale. La De Lauretis è arrivata oltre sostenendo di «faccio fatica a capire come si possa pensare che la Casa della Salute possa depotenziare l’ospedale. In realtà porta un po’ di qualità in più posizionando i servizi in unico luogo favorendo gli utenti. E all’ospedale non toglie niente». E sulla locazione della Casa della Salute, ha compiuto un’importante apertura «adesso partiamo con la situazione in atto (quindi con la Casa della Salute al Cabrini) ma resta la piena disponibilità a pensare ad un’eventuale futuro trasferimento. Ovviamente in questo percorso devono essere coinvolti i Medici di Medicina Generale che sono i veri protagonisti della struttura». Ma questo non toglie, ha evidenziato la direttrice, che sull’ospedale di Pontremoli non ci siano problematiche a partire dagli standard previsti a livello nazionale per gli ospedali di base (ovvero la tipologia di cui fa parte Pontremoli) che prevede un bacino d’utenza compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti ben distante dalla realtà lunigianese. Ma su questo punto la De Lauretis ha provato a rassicurare sostenendo che comunque per il nosocomio Sant’Antonio Abate «è tutelato dai Patti territoriali. Quindi l’Ospedale di Pontremoli resta così com’è garantendo i servizi attualmente operativi». Ed evidenziando che la situazione dell’ospedale è in pratica congelata anche, purtroppo, per quanto concerne la richiesta riassunzione del primario di rianimazione «non è nelle disponibilità dell’azienda». Ma, come era da attendersi, l’esposizione della de Lauretis non ha convinto molti dei consiglieri presenti. In particolare il capogruppo di maggioranza Jacopo Ferri ha esordito in maniera drastica «quante volte abbiamo sentito questi discorsi. Ed ogni volta, puntualmente, l’Asl veniva meno alla parola data. Per questo non possiamo più fidarci di voi; il parallelismo tra Casa della Salute e depotenziamento dell’ospedale è evidente. E noi a questo schifo non ci stiamo. Questa amministrazione non darà il suo avvallo ad un progetto che apre la strada alla chiusura dell’ospedale». Più conciliante il capogruppo di Pontremoli Democratica, Paolo Bissoli, «pur non convivendo molti aspetti esposti dalla direttrice colgo con favore la disponibilità ad un cambiamento della struttura in caso si riesca a trovare una valida alternativa». Mentre molto più vicino alle posizioni della De Lauretis è stato il capogruppo Pd, Francesco Mazzoni. «La direttrice ha fatto chiarezza, una volta per tutte che la Casa della Salute non comporta alcun rischio per l’ospedale. Ora basta discutere di questa tematica ed invece affrontiamo i veri temi che possono determinare il depotenziamento del nostro nosocomio».
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