Il Tirreno

«I vigili non lasciano le multe sulle auto»

«I vigili non lasciano le multe sulle auto»

L’Aci scrive a sindaco e polizia municipale: «Ai cittadini tocca pagare 12 euro in più»

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MASSA. «Le segnalo che qualche tempo i nostri vigili urbani, o almeno alcuni di loro, quando rilevano una qualche infrazione, compreso quelle inerente i banali divieti di sosta e quindi davvero non vi sono impedimenti a far ciò non lasciano più sul cruscotto del mezzo, l’avviso di contestazione». A fare la segnalazione direttamente al primo cittadino, Alessandro Volpi, e al comandante della polizia municipale, Santo Tavella, è l’Aci. Il caso è quello segnalato anche dal Tirreno nei giorni scorsi: quello delle multe che arrivano direttamente a casa, e quindi non trovate sul cruscotto.

Il comandante della polizia municipale aveva dichiarato che il problema sono i furbetti del preavviso, quelli che, in altre parole rubano la multa degli altri per non beccarsene una loro. Ebbene sì, cercano un posto auto, non lo trovano e si concedono un posteggio improvvisato. Oppure sistemano la macchina in uno stallo blu, ma non fanno tappa al parchimetro perché il ticket non intendono pagarlo. Si danno un’occhiata intorno e appena avvistano un preavviso lasciato dai vigili sul parabrezza di un’auto, si precipitano. Lo sfilano da sotto il tergicristallo, lo sistemano sulla loro di automobile e l’inganno è fatto.

Passato qualche giorno, la multa arriva però a casa dello sfortunato a cui era stata rubata rincarata di 12,20 euro per le spese di notifica.

Tuttavia la legge non impone che quel foglietto venga lasciato sull’auto. È, diciamo, un atto di cortesia dell’agente municipale che permette al cittadino di pagare evitandosi gli oltre 12 euro di spese di notifica.

Stando a quanto riporta l’Aci, sono molte le segnalazioni di multe non trovate sul cruscotto e per il club e non è questione di furbetti, ma di vigili che proprio non lasciano la multa. «Ora - continua Aci - se pure vero che un tale comportamento è da ritenersi allo stato e sulla base della intervenuta normativa di massima legittimo, è altrettanto vero che lo stesso non è davvero da considerarsi conforme al doveroso e corretto rapporto che deve sempre intercorrere tra i medesimi e quindi della sua pubblica amministrazione, che gli stessi rappresentano e i propri cittadini. E questo, in primo luogo, perché non si dà loro modo, di rendersi conto della commessa infrazione e quindi di assumere in merito ogni più opportuna difesa e/o comunque di evitare il suo reiterarsi».

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