Via Francigena, revocati i finanziamenti regionali
Niente soldi (erano oltre 100mila euro) per la realizzazione della foresteria per l’accoglienza dei pellegrini a Cavezzana D’Antena. Comune di Pontremoli in ritardo con le integrazioni al progetto esecutivo
PONTREMOLI. Niente finanziamenti regionali per la realizzazione della foresteria per l’accoglienza dei pellegrini lungo la Francigena a Cavezzana D’Antena. Una dura sentenza giunta dalla Regione Toscana che lo scorso 18 febbraio ha pubblicato la revoca del contributo di oltre 100 mila euro al Comune di Pontremoli per l’intervento di "Realizzazione di Foresteria a servizio dei Pellegrini a Groppoli di Cavezzana d'Antena". Un progetto che ha le sue radici negli anni passati, precisamente al 2012, con il progetto europeo Master Plan 2 che prevedeva la realizzazione di un punto di ospitalità per i pellegrini (10 posti letto) nell’ex scuola elementare di Cavezzana D’Antena.
Nel piano dell’opera erano previsti anche lavori di consolidamento strutturale, di rifacimento della copertura, nonché la collocazione dell’arredamento. Ma perché questo passo indietro della Regione? Il problema sarebbe legato al fatto che dal Comune di Pontremoli non sarebbero arrivati, nei termini previsti, le integrazioni al progetto esecutivo, tra cui la documentazione attestante la copertura finanziaria dell'intervento, come richiesto dai responsabili della Regione. Nel decreto di revoca si fa il punto della vicenda in cui si evidenzia come il progetto di Cavezzana D'Antena era rientrato nel Piano Operativo della Via Francigena 2012-2014 approvato dalla Regione il 5 dicembre 2011, che individuava, oltre agli obiettivi e alle modalità di intervento, anche gli interventi ritenuti urgenti e strategici da parte della Regione Toscana per il completamento della infrastrutturazione del percorso della Via Francigena.
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La gestione della somma complessiva dell'investimento (euro 1.362.507,30) era stata delegata a favore di ARTEA, soggetto individuato dalla Giunta regionale quale organismo intermedio per lo svolgimento delle attività di controllo e pagamento. In quel decreto si assegnava, tra gli altri, il contributo di euro 105.998,40 a favore del Comune di Pontremoli per l'intervento “Realizzazione di Foresteria a servizio dei Pellegrini in loc. Groppoli di Cavezzana d'Antena”. Il 27 aprile scorso, da Firenze, per rendere esecutivo il progetto dell'intervento veniva richiesto al Comune di Pontremoli di inviare alcune integrazioni al progetto esecutivo, tra cui la documentazione attestante la copertura finanziaria dell'intervento.
Le integrazioni richieste non sono pervenute e, dai contatti intercorsi tra Firenze e Pontremoli, non risultava la copertura finanziaria a titolo di cofinanziamento. Per questo il 14 dicembre scorso è stato avviato dalla Regione il procedimento di revoca del contributo assegnato per il medesimo intervento, stabilendo il termine di 30 giorni per eventuali controdeduzioni. Considerato che, a seguito di tale comunicazione, non sono pervenute controdeduzioni la Regione ha deciso di revocare il contributo concesso al Comune di Pontremoli.
Un peccato perchè una delle condizioni essenziali affinchè possa definitivamente decollare il progetto della Via Francigena, e quindi attrarre quel grande numero di persone che intendono percorrere l’antica strada medievale, è la disponibilità di accoglienza “povera”. In fondo il segreto sembra proprio quello, la Francigena potrà realmente “esplodere” solo grazie alla presenza capillare di un’accoglienza a basso costo: in questo modo i singoli territori e i comuni potranno vedere aumentare il numero di pellegrini e far sì che si inneschi un effetto positivo del flusso di turismo responsabile e sostenibile. Senza dimenticare che Cavezzana è un paese dove le “incompiute” sono di casa, infatti proprio lì un paio di decenni fa improvvisamente, sorse uno scheletro di cemento armato: un edificio di grandi dimensioni, che avrebbe dovuto accogliere le terme. Un altro “buco nell’acqua” assieme all’ipotesi (teoricamente ancora in piedi ma anche questa pare di complessa attuazione) di portare l’acqua solforosa fino a Montelungo, per aggregarne lo sfruttamento a quella della sorgente della Virtù. Tanti progetti tutti rimasti nel cassetto, rimane l’amarezza di aver perso finanziamenti importanti.
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