Sicurezza
Ucciso dalla dose di eroina In due accusati di omicidio
Il corpo senza vita di Andrea Salvadori era stato trovato dentro la sua automobile La droga gli era stata venduta da due fidanzati. Ma aveva assunto anche cocaina
MASSA. Ha parlato circa un’ora il medico legale Maurizio Ratti per spiegare al giudice Fabrizio Garofalo cosa ha ucciso Andrea Salvadori, l’uomo trovato senza vita nella sua auto. Il dottore ha puntato il dito contro l’eroina usata dalla vittima, una dose che secondo gli inquirenti era stata tagliata male, con l’aggiunta di un qualcosa che verosimilmente ha scatenato la reazione letale. Quel verosimilmente lo ha scritto il tribunale del riesame di Genova - e lo ha avallato anche la cassazione - accogliendo la richiesta di carcerazione fatta dal sostituto procuratore Alessandra Conforti. Alla sbarra Andrea Tesconi, 40 anni, e Ilaria Donati, 37, accusati di omicidio colposo dovuto ad altro reato (la cessione della droga).
Ratti in sede di indagine aveva fatto l’autopsia e poi una perizia supplementare. E quello che aveva scritto il dottore la seconda volta, insieme ai riscontri trovati dal nucleo operativo dei carabinieri, ha convinto i giudici del riesame a ribaltare la decisione del tribunale di Massa: i domiciliari per Tesconi erano poca cosa, doveva andare in carcere.
Salvadori era stato trovato senza vita il 16 giugno del 2014 nella sua Volkswagen Golf grigia in un parcheggio, nel cuore di Marina, dietro la chiesa dei Servi di Maria. Nonostante il via vai di persone la vettura con il cadavere era rimasta lì due giorni senza che nessuno di accorgesse di nulla. Nell’abitacolo c’era una siringa sporca di sangue e una borsa da donna. Quest’ultima all’inizio sembrava la soluzione del caso, invece si è rivelata una falsa pista. O meglio la proprietaria aveva passato la notte insieme a Salvadori e a un altro uomo dando vita a una sorta di festino a base di sesso e cocaina. Il terzetto si era congedato la mattina seguente, pero. E Andrea stava bene. Ma Salvadori non ne aveva abbastanza e quindi salutati i due amici aveva chiamato Tesconi (i due avevano contatti settimanali): la telefonata è l’ultima che fa l’uomo con il suo cellulare.
Sull’utenza della Donati (per questo anche a lei viene contestato l’omicidio colposo). Ed era andato a casa del pusher e acquistato l’eroina. È l’ultima dose che comprerà perché la sua vita sta per finire. In auto si inietta lo stupefacente in vena. Secondo il medico legale è questa dose e non la cocaina a stroncargli la vita perché viene assimilata. E perché è tagliata male. Ora bisogna vedere se l’ipotesi reggerà durante il dibattimento. Il legale dell’imputato, l’avvocato Enzo Frediani, non è convinto che il decesso sia dovuto alla droga. O meglio non allo stupefacente acquistato da Tesconi. E lo dimostrerà durante il dibattimento. Si torna in aula sabato prossimo.
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