Il dolore
Aree Eaton, avanti piano ma c’è l’idea Decathlon
L’insediamento di Iglom nell’area e nei capannoni che furono della multinazionale Usa sta andando avanti. Per quanto riguarda la ricerca di nuovi imprenditori interessati a investire nell’area dell’ex comparto passata in mano al Consorzio Zona circolano il nome della catena di negozi di sport.
MASSA. La buona notizia, sulla vertenza Eaton, è che l’insediamento di Iglom nell’area e nei capannoni che furono della multinazionale Usa sta andando avanti: la fabbrica di via Aurelia sta trasformandosi in un centro per la lavorazione e l’infustamento di olii industriali tra i più importanti d’Italia. E che Iglom sta assumendo, almeno una parte dei 72 ex dipendenti Eaton: una dozzina quelli entrati finora alla dipendenze del gruppo.
La notizia cattiva, almeno per le organizzazioni sindacali e per le istituzioni che giocano anch’esse un ruolo in questa partita, è che Emilio Ricci, titolare della Iglom continua a non comunicare con le altre parti. È questa una delle criticità emerse nell’incontro di ieri mattina fra i segretari dei metalmeccanici Cgil, Cisl Uil, il presidente della Provincia Narciso Buffoni, il sindaco Alessandro Volpi per fare il punto sulla re-industrializzazione dell’area ex Eaton.
Per questo Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm diffondono il documento uscito dal tavolo istituzionale del 30 gennaio scorso – tavolo a cui sedevano oltre a sindacati e amministratori locali anche senatori, deputati e consiglieri regionali apuani – in cui si rimarcava, appunto, la «preoccupazione per il fatto che le assunzioni promesse da Inglom non siano state fatte se non per un numeri molto più limitati di quelli prospettati e per il fatto che «l’impossibilità di conoscere a oggi il cronoprogramma effettivo sulle assunzioni di Iglom, la condizione occupazionale degli ex Eaton si fa ancora più critica». Come dire: da allora a oggi è passato un mese e nulla è cambiato. Così come nulla è cambiato per quanto riguarda la ricerca di nuovi imprenditori interessati a investire nell’area dell’ex comparto Eaton non utilizzata da Iglom e passata in mano al Consorzio Zona. Oggi come allora, cioè, non ci sono proposte formali e tanto meno piani industriali ancorchè “di massima” presentati da industrie o gruppi. Si sa soltanto di un interessamento da parte di gruppi della grande distribuzione e circolano i nomi della Decathlon e di Conad. Ma nessun nome di imprese manifatturiere.
«Il Consorzio Zia sta conducendo una campagna per attrarre investitori su queste aree. Noi auspichiamo che arrivino proposte per insediamenti industriali, perchè il territorio ha bisogno di imprese manifatturiere e perchè quella è un’area industriale. E se si dovessero insediare attività di tipo commerciale si dovrebbero modificare il Piano strutturale e il Regolamento urbanistico», commenta il sindaco Alessandro Volpi.
Oggi, intanto, c’è in programma un altro tavolo importante: a Firenze, dove con il governatore Enrico Rossi si ri-affronteranno le questioni dell’Accordo di programma, della stessa re-industrializzazione Eaton e del riconoscimento dello status di “area di crisi complessa” per la provincia di Massa Carrara. «Andiampo a verificare se si è mosso qualcosa sul riconscimento di area complessa ma anche sulle risorse destinate al nostro territorio», spiega Narciso Buffoni, presidente della Provincia.
La partita è grossa: l’accordo prevede, secondo il protocollo sottoscritto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministro Claudio De Vincenti, di ben 74 milioni di euro destinati a tre macro obiettivi: ambiente-bonifiche, infrastrutture-porto, reindustrializzazione, politiche del lavoro. In pratica si tratta del pacchetto in cui sono inseriti i soldi per la messa in sicurezza idraulica della zona industriale, alle bonifiche; dal water front al dragaggio del porto; dagli incentivi per l’insediamento di nuove imprese ai lavori socialmente utili.
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