Sicurezza
Vende eroina sul treno, arrestato
Anche il cliente del pusher in manette per resistenza e lesioni: ha morso la mano del carabiniere
MASSA. Era agli arresti domiciliari per una vicenda di droga, è finito ancora una volta ai domiciliari per una vicenda di droga. Arricchita dall’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, per aver morso la mano al tutore dell’ordine che gli ha impedito di ingerire un ovulo di eroina che gli aveva appena ceduto un pusher tunisino. Una scena vista e rivista in parecchi angoli della nostra provincia, giorno e notte. Ma non su un treno, precisamente sul regionale 11446 che collega Pisa a La Spezia.
Un’operazione rocambolesca dovuta all’intuito di due carabinieri del nucleo investigativo di Massa, che hanno visto il trentaduenne per strada e hanno deciso di seguirlo per vedere se rispettava le restrizioni che gli aveva imposto il giudice che lo aveva mandato a casa a scontare la condanna per un precedente reato che aveva commesso. L’uomo aveva ottenuto una concessione dal magistrato: recarsi a Massa più volte alla settimana per alcune incombenze. E durante una di queste incombenze è avvenuto il fatto. I militari in borghese, incrociando il trentaduenne, hanno voluto vedere se si stava recando effettivamente a casa. Lo hanno seguito fino in piazza IV Novembre e quando è montato sul regionale hanno fatto lo stesso. E si sono accorti che si è subito messo a parlottare con un cinquantenne nordafricano. Poche frasi e gesti eloquenti: passaggio di denaro e di un involucro, da una mano all’altra. L’intervento a quel punto era indispensabile: prima hanno fermato lo spacciatore, che si è fatto ammanettare senza battere ciglio. Poi quando è stato il momento del cliente c’è stata la colluttazione che si è conclusa con il morso alla mano del militare. Forze dell’ordine e malviventi sono scesi alla stazione di Avenza (tutto è avvenuto nel tratto apuano della linea tirrenica), dove c’era una pattuglia del nucleo operativo di Carrara che stava aspettando. Dagli accertamenti fatti in caserma sul tunisino, dato che l’apuano era persona conosciuta, è emerso che ha una lista di precedenti per droga lunghissima. Risulta senza fissa dimora, anche se le ultime segnalazioni lo collocano nel torinese. Agli inquirenti che lo hanno interrogato ha detto di essere stato qualche giorno da alcuni amici in Versilia. Senza però specificare luoghi e persone. Ma è una versione che fa acqua da tutte le parti. Pusher e cliente con tutta probabilità si sono messi d’accordo per telefono e hanno pattuito che la compravendita di eroina doveva avvenire sul regionale che il tossicodipendente doveva prendere per raggiungere la sua abitazione, senza trasgredire le limitazioni imposte dal tribunale.
I due arresti sono stati convalidati ieri mattina ed è stata fissata l’udienza della direttissima: 16 marzo. Nel frattempo il nordafricano è stato messo ai domiciliari. Stessa sorte per il trentaduenne apuano, che visto il suo comportamento ha perso il beneficio dell’uscita giornaliera che gli aveva concesso l’altro giudice. (d.d.)
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