Il Tirreno

«Senza primarie partito arrogante e autoreferenziale»

«Senza primarie partito arrogante e autoreferenziale»

L’attacco di Montignoso democratica alla maggioranza «Ha scelto il candidato senza nessun confronto all’interno»

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MONTIGNOSO. Frantumato, ridotto a mille pezzi, come le sue correnti. La spaccatura del pd montignosino è sempre più profonda. A incalzare la maggioranza del partito sulla decisione di non fare le primarie adesso è la minoranza “Montignoso d emocratica”che accusa i compagni di partito di «arroganza».

«Abbiamo completamento perso di vista il senso politico delle elezioni primarie - commenta in una nota - Il pd ha scelto di indicare questo metodo per l’individuazione della propria classe dirigente, non perché fosse obbligato, ma perché si è capito che in questa fase storica i partiti erano troppo distanti dal proprio elettorato e non erano in grado di operare una selezione dei propri amministratori basata sul merito. I troppi scandali che hanno colpito la vita politica del nostro Paese ne sono la triste testimonianza».

Montignoso democratica vuole le primarie e punto. «Certamente - continuano - non sono la cura per tutti i mali, ma attraverso questo strumento negli anni, siamo riusciti a ricucire un rapporto forte con il nostro elettorato che in molte circostanze ha ribaltato quello che le segreterie dei partiti avevano deciso a tavolino, dando anche l'impulso per vittorie nette alle elezioni amministrative. Proprio come è avvenuto a Montignoso cinque anni fa, grazie alla disponibilità dell’allora gruppo dirigente del partito che acconsentì alla richiesta di primarie fatta da un gruppo di dirigenti tra cui spiccavano i nomi di Gianni Lorenzetti e di Narciso Buffoni, allora fervidi sostenitori di questo strumento. Il pd di Montignoso oggi è quanto di più lontano ci possa essere da un partito credibile. Sceglie a colpi di maggioranza, insieme ad alcuni partiti della coalizione, un percorso autoreferenziale, senza nessun confronto al proprio interno e con la città. Decidono trenta persone dell’assemblea elette con un congresso di tre anni fa e nel frattempo questo partito non ha fatto alcuna iniziativa politica; si è riunito quattro volte in due anni, ha perso centinaia di iscritti. In questo quadro poco edificante si pensa di poter portare avanti una linea senza passare da un riscontro con i propri elettori. Noi ci limitiamo a sottolineare come in politica non si ottengono grandi risultati reali e trasparenti, senza che ci si adoperi con costanza, tutto il resto sono manovre di potere e per mantenere qualche poltrona». E invitano il segretario a convocare un’assemblea «per permettere una discussione aperta all’interno del partito».

Pure Gabriello Cima, sindacalista montignosino, attacca il partito per la sua decisione di non passare dalle elezioni per la scelta del candidato sindaco.

«La scelta della candidatura a nuovo sindaco di Montignoso, (anche se ci sono regolamenti da rispettare), in democrazia, spetterebbe al popolo attraverso le primarie e non a ristretta élite - commenta - che in questi cinque anni di amministrazione ha condotto il nostro Comune, come verbalizzato dal revisore dei conti, al presunto dissesto finanziario. Le primarie, rappresentano un momento molto importante nell'evoluzione della situazione politica attuale di Montignoso, sia per il Comune, sia per riportare all'interno del pd quell’Unità che da troppo tempo è andata perduta».

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