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Regolamento urbanistico, il Comune: "Tutto pronto a fine anno"

Regolamento urbanistico, il Comune: "Tutto pronto a fine anno"

1.550 osservazioni, 340 già esaminate, l’amministrazione Volpi accelera “Dopo 30 anni diamo alla città regole per lo sviluppo. E niente opere faraoniche”

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MASSA. Oltre 1.500 osservazioni presentate al Regolamento urbanistico; 340 già esaminate, le altre in corso di analisi. Un lavoro “epocale” che si concluderà – promette l’amministrazione Volpi – entro fine anno. Quando, finalmente, dopo 30 anni, Massa avrà un nuovo strumento di pianificazione del suo sviluppo urbanistico. A distanza di un paio di mesi dalla chiusura delle osservazioni e sopite, almeno pare, le dure contestazioni dei comitati di quartiere (a suon di fiaccocolate e “invasioni” del consiglio comunale) contro le scelte urbanistiche, palazzo civico fa il punto sull'iter di approvazione del Regolamento urbanistico.

Le osservazioni arrivate sulle scrivanie degli uffici comunali sono 1550. Gli uffici, ad oggi, ne hanno esaminate 340, di cui circa 300 sono state già valutate anche dai progettisti. Contestualmente è partito il percorso con la Regione Toscana per fornire al governo fiorentino i chiarimenti da esso richiesti nelle osservazioni presentate. I tempi: la fase di analisi delle osservazioni, annuncia l’amministrazione, «si concluderà, procedendo a ritmi serrati, verosimilmente entro l'estate ed entro fine anno è previsto il passaggio consiliare per arrivare all'approvazione finale».

Il Regolamento urbanistico adottato (e ancora da approvare in via definitiva) rappresenta, per la giunta Volpi, «un fondamentale strumento di governo e rilancio del territorio, atteso dalla città da oltre 30 anni, necessario per dare ordine al tessuto urbano e impulso alla ripresa anche economica visto che si pone, prima di tutto, l'obiettivo di favorire il recupero dell'esistente con conseguenti benefici effetti sul tessuto produttivo locale rappresentato in larga prevalenza da piccole aziende artigiane che in questi anni hanno sofferto più di altre la crisi come dimostrano gli studi della Camera di Commercio». Per questo, non è un caso, spiega ancora l’amministrazione, che il Regolamento non preveda «grandi opere faraoniche difficilmente finanziabili e che poi rischierebbero di non favorire lo sviluppo di una filiera produttiva locale, mentre sono centrali i temi del recupero e del riuso degli insediamenti abitativi esistenti». Esempi? La normativa sulle divisioni delle unità immobiliari o quella sui sottotetti: strumenti «che danno risposte ai bisogni di una città, fatta di cittadini e lavoratori, che da troppo tempo aspettano e non possono tollerare ritardi e strumentalizzazioni».

Una scelta consapevole, quella di tenere alta l'attenzione sui tempi e di privilegiare la filosofia del recupero, «che è stata apprezzata e condivisa dalle associazioni di categoria del territorio proprio per la sua capacità di essere l'unico vero strumento disponibile, seppur limitato, nelle mani dell'amministrazione per favorire il rilancio».

La giunta Volpi affronta poi la questione degli effetti in campo tributario delle nuove norme: «Ricordiamo che è necessario utilizzare il "valore di comune commercio" delle aree edificabili con riferimento al 1° gennaio dell'anno di imposta. Tuttavia, al fine di agevolare il contribuente, questa amministrazione annualmente provvede alla determinazione dei valori di riferimento per le aree edificabili comprese nelle diverse microzone del territorio comunale con le necessarie conseguenze a partire dal 2016 a seguito degli atti del 2015 già operativi».

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