Il dolore
Arriva la mappa delle miniere massesi «Questo è l’anno zero»
MASSA. Uno studio a tutto tondo sulle cave, quelle a cielo aperto e quelle in galleria, funzionale per pianificare il settore del lapideo e per la stesura del regolamento degli agri marmiferi. È...
MASSA. Uno studio a tutto tondo sulle cave, quelle a cielo aperto e quelle in galleria, funzionale per pianificare il settore del lapideo e per la stesura del regolamento degli agri marmiferi. È quello che il Comune di Massa ha affidato al centro di Geotecnologie dell’Università di Siena a novembre e che verrà consegnato a breve.
I ricercatori dell’università toscana (che già ben conoscono i bacini marmiferi delle Alpi Apuane) stanno portando avanti uno studio approfondito sulle attività estrattive delle pietre ornamentali, attraverso ricerche in ambito topografico, geologico e strutturale.
Stanno, in altre parole, creando la prima vera fotografia delle miniere massesi: della loro grandezza, della loro qualità, del loro valore di mercato, dei ravaneti. «Una foto - dice l’assessore all’ambiente Uilian Berti - che rappresenta una conoscenza oggettiva. Sarà il nostro anno zero in campo di cave».
Da qui verranno elaborati i piani di bacino, previsti dal piano paesaggistico regionale. E inoltre, con questo studio, d’ora in poi, sarà molto più facile controllare i piani di coltivazione, perché ogni anno verrà effettuato come uno screening delle cave.
«La parte complicata era la raccolta di informazioni iniziale - continua Berti - Una volta raccolte queste informazioni sarà facile controllare che l’attività estrattiva rispetti i piani di coltivazione».
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