Proteste
Anche i comitati e i cittadini dicono no ai pattugliamenti
Anche chi si è mobilitato contro i furti, ora contesta le ronde organizzate da Benedetti e dai volontari civici comunali
MASSA. C’è chi garantisce di aver finalmente dormito sonni tranquilli e il suo grazie a Stefano Benedetti e ai volontari civici comunali lo consegna a Facebook, ma c’è pure chi alle ronde dice no. Senza compromessi.
Un no secco arriva anche da chi una situazione di insicurezza la denuncia da tempo chiedendo all’amministrazione di scendere in campo. Di insicurezza ha parlato e parla Galeano Fruzzetti: residente a Poggiolo, vittima lui stesso di furti, si è fatto promotore di un comitato e di svariate iniziative. A Poggiolo i cittadini hanno unito le forze, incontrato l’amministrazione, chiesto telecamere, organizzato due fiaccolate. Impegno per la sicurezza, ma di ronde Fruzzetti non vuole neppure sentir parlare: «Io credo che il problema dei furti vada arginato - indica la sua ricetta - con la conoscenza e con la collaborazione tra cittadini e istituzioni. E questo abbiamo voluto fare con la nostra mobilitazione, in collaborazione con le forze dell’ordine, segnalando loro problemi e timori. Queste ronde - Fruzzetti taglia corto - mi paiono, invece, pura propaganda politica».
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No alle ronde anche dal neo costituito comitato “Sicurezza e territorio”, a San Carlo: «Abbiamo spiegato più volte - è la premessa - che rifiutiamo ogni strumentalizzazione politica. Abbiamo contestato anche iniziative da parte di forze politiche diverse da quelle di Benedetti». Poi una puntualizzazione per tracciare la differenza tra “il loro” e “il noi”:«Noi residenti organizziamo passeggiate, non ronde, si spostiamo con il cellulare e una torcia. Nulla di più, non abbiamo certo spray urticanti».
E se la prossima settimana le ronde sono in programma a Romagnano e Mirteto, il “no” all’iniziativa si alza anche da quella zona. Alfonso Baldi a Romagnano ci vive ed è l’amministratore del gruppo Facebook “Insieme contro i furti”. Alle ronde è contrario e chiede al sindaco Volpi un incontro per proporre l’opzione B: «Mi piacerebbe che si istituzionalizzasse, come in altri Comuni, il buon vicinato. I residenti, e nessuno da fuori qurtiere, scelgono alcuni referenti, segnalano loro quello che non va e sono quei referenti, e non altri, a contattare le forze dell’ordine. Senza ronde e senza rischi».
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