Il dolore
Apre il Calzolaio Marco
Scarpe su misura nel negozio di Avenza che inaugura oggi
CARRARA. Secondo le previsioni di alcuni fra i principali centri studi in campo occupazionale, nel futuro i settori più all’avanguardia saranno quelli ad alto contenuto. E i vecchi mestieri tradizionali? Gli autisti, i giardinieri, i riparatori di biciclette, gli idraulici? E i calzolai? Che fine faranno? Marco Giacchè, che oggi in via Sforza n14 ad Avenza inaugura il suo negozio Calzolaio Marco almeno ci prova.
Marco Giacchè ha lavorato nel mondo delle calzature per quindici anni. Prima produceva artigianalmente, zoccoli e sandali in un capannone, nella zona industriale di Massa rifornendo e vendendo le sue calzature in tutta Italia.
Anche la moglie lavorava nel settore, con due negozi di scarpe: uno a Sarzana e uno ad Avenza. Gli affari dunque andavano bene. E se non fosse stato per l’enorme peso fiscale che era costretto ad affrontare, soprattutto in relazione agli oneri relativi al personale dipendente, avrebbe proseguito senz’altro l’attività nel suo capannone.
Purtroppo però, pressato da imposte e tasse decise, come molti italiani ormai, di intraprendere una nuova avventura in un altro Paese e si trasferì alle Isole Canarie, andando lì a confezionare le sue scarpe.
«Troppo tartassati - ammette scuotendo la testa- per fare un esempio laggiù l’Iva è al 3% contro il 22 che abbiamo qua».
Successivamente, per motivi familiari, è costretto a rientrare in Italia e decide di aprire un negozio di calzolaio ad Avenza, «una zona - dice - dove non ci sono molte altre attività di questo tipo, tre o quattro al massimo che comunque non fanno quello che faccio io: io allargo scarpe e stivali perché il mio è anche un centro di allargatura stivali, aggiusto borse oltreché scarpe e stivali, anche modificandole nella forma o nel colore. Non faccio solo tacco e suole. E stiamo valutando se realizzare anche scarpe su misura: dipenderà da come prenderà avvio il negozio, se ci sarà una buona risposta da parte della clientela».
Insomma Marco Giacchè mette a disposizione tutta l'esperienza accumulata in anni di artigianato; e infatti dietro al negozio c’è il laboratorio dotato di tutte gli arnesi del mestiere: dalla pressa, alla macchina da cucire.
Non solo una qualità dunque garantita da competenze forgiate nel tempo nell'ambito del settore artigianale ma anche sostenuta dall'uso esclusivo di materiale in pelle fornito da concerie italiane di Fucecchio, Castelfranco, Lucca, Pisa.
«Un mestiere che sta scomparendo», spiega Marco, ma in cui nonostante questo lui è disposto a credere.
Francesca Vatteroni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google