Attenzione
«Abbasso le seppie evviva i bocconcini»: mense, le proteste
Non solo il caso delle elementari Gentili, già in passato alcune pietanze sono state sostituite in corso d’opera
CARRARA. Cominciamo dal principio. Le pietanze preparate dalla Cir e servite nelle mense scolastiche cittadine (2000 pasti al giorno) sono buone. Nessuna contestazione sulle materie prime e sulla freschezza degli ingredienti.
Ma alcune proprio non hanno incontrato i gusti dei bambini tanto che le proteste di alcuni genitori delle scuole elementari Gentili di Fossola ( e la crociata contro il riso agli aromi, il pane sciocco e la mozzarella senz’olio) non è un episodio isolato. E i menù, studiati e vidimati dall’Asl secondo i fabbisogni nutrizionali dei bambini, sono finiti già altre volte al centro delle polemiche. Tanto che l’amministrazione, che da tempo ha avviato un monitoraggio dell’intero servizio mensa, con tanto di commissioni e confronti a cadenza mensile con geniotir e dottoresse, ha dovuto chiedere alla Cir, già in passato, di cambiare in corsa qualche piatto.
Le pietanze “ostili” per i bambini. A fare il punto sulla situazione mense è il dirigente dell’ufficio scuola Ildo Fusani. Che precisa: «Abbiamo relazione continue con genitori e insegnanti e i menù vengono elaborati con la consulenza dell’Asl, mentre la Cir si occupa della preparazione. Accontentare i gusti di tutti è difficile e di solito si interviene quando le lamentele, lo ribadisco solo sulla scelta delle pietanze e non sulla loro qualità, sono parecchie. Non se si tratta di tre o quattro casi isolati.
E il dirigente parla anche dei casi in cui certi piatti si sono rivelati così indigesti per i più piccoli da fare scattare la sostituzione.
Ed ecco, ad esempio, che le seppie in umido, (tanto apprezzate dai papà) non sono mai entrate nelle grazie degli studenti delle elementari, tanto che alla fine sono state sostituite dai bocconcini di pesce gratinati. Stessa “fine” per le patate bollite, sostituite a furor di popolo da quelle cotte al forno. E, a seguire, sempre nel rango dei contorni le carote bollite (e servite come da protocollo senza sale) sono state spodestate da quelle “prezzemolate” o, una volta a settimana, gratinate.
«Quando le osservazioni aumentano - spiega il dirigente Fusani - si cerca di trovare un aggiustamento. Non solo, spesso si testano dei menù per valutare l’impatto con i bambini e decidere, per l’anno successivo, se inserirli o meno nel servizio di mensa».
In sostanza gli accorgimenti e il monitoraggio costante da parte dell’amministrazione sulle mense scolastiche è attivo ormai da tempo. Soprattutto, questo è bene precisarlo, per controllare la qualità, lo stato di conservazione e la provenienza di tutti gli alimenti che finiscono nel piatto dei bambini.
«Da tempo ad esempio - continua Fusani - tutte le materie prime usate nelle nostre mense sono biologiche. Questo è stato spiegato ai genitori che spesso lamentavano il fatto che la frutta non fosse lucida e perfetta ma, essendo bio, e senza pesticidi, ha un aspetto un po’ più naturale. Ma questo, lo ripeto, in linea con una scelta di campo ben precisa».
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