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Respinto ricorso di 6 famiglie per stoppare il nuovo argine

Respinto ricorso di 6 famiglie per stoppare il nuovo argine

AULLA. Si chiude un altro capitolo relativo all'alluvione che portò distruzione e morte ad Aulla il 25 ottobre 2011. Sono trascorsi quasi tre anni da quando è iniziata la loro battaglia legale, ma,...

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AULLA. Si chiude un altro capitolo relativo all'alluvione che portò distruzione e morte ad Aulla il 25 ottobre 2011. Sono trascorsi quasi tre anni da quando è iniziata la loro battaglia legale, ma, alla fine, sono uscite sconfitte le sei famiglie aullesi che guardano con apprensione ai lavori in corso sulla sponda sinistra del fiume Magra. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ha respinto il loro ricorso contro la Regione Toscana, la Provincia di Massa Carrara, il Comune di Aulla e la Soprintendenza per fare bloccare i lavori in fase avanzata per la realizzazione del nuovo argine di fronte all'abbazia di San Caprasio, dove le sei famiglie vivono e dove è previsto che venga realizzata, nell'area dell'ex mattatoio, la stazione di pompaggio delle acque bianche e nere, inserita nel progetto per il nuovo argine.

Ed era proprio l'ubicazione scelta dalla Regione Toscana per la stazione di pompaggio ad essere contestata, ma ora le 6 famiglie, che hanno sborsato 6mila euro per la causa, saranno costrette a pagare le spese legali e processuali. Le 6 famiglie volevano che questa stazione di pompaggio fosse spostata da un'altra parte ed avevano sottolineato, alcuni mesi orsono, che il problema per loro è rappresentato «dagli odori che ci potrebbero essere». Inoltre, per quanto concerne i rumori avevano ricordato che «ci sono due generatori di corrente di grossa potenza ed ogni 15 giorni vanno messi in moto per non rischiare il blocco».

Ma non si erano limitate agli odori e ai rumori le 6 famiglie, facendo notare che le abitazioni potrebbero avere problemi di stabilità a seguito della costruzione della vasca e che la griglia a protezione della vasca potrebbe riempirsi di detriti ed inerti: «Tutto questo a 30 metri in linea d'aria dall'abbazia di San Caprasio. Una situazione che si poteva evitare trasferendo la stazione di pompaggio nell'area dove sorgevano le scuole medie” avevano proposto. Un'alternativa, a quanto pare, era quella di inserire impianti automatici di intercettazione e sollevamento negli scarichi già presenti, ma sarebbe stata esclusa per i costi di gestione».

Gianluca Uberti

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