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Forestazione, alla ricerca di risorse

Forestazione, alla ricerca di risorse

L’assessore dell’Unione dei Comuni: «Con la Regione stiamo cercando le risorse per mantenere tutti i dipendenti»

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LUNIGIANA. La forestazione è un settore vitale per la Lunigiana, terra prevalentemente agricola e boschiva, sia per quanto riguarda la conservazione del patrimonio faunistico e floreale, la cui importanza e valore è stata sottolineata con l’acquisizione del marchio Mab Unesco, sia per il contrasto al dissesto idrogeologico. La mancanza di quei microinterventi di manutenzione che venivano effettuati a monte dai coltivatori diretti ha generato un forte disequilibrio tra opera umana e natura, lo spopolamento sia delle frazioni montane che di valle ha lasciato sguarnita la Lunigiana.

Di fronte a un quadro del genere emerge con prepotenza l’importanza del ruolo che la forestazione ha nella Valle della Luna, di prevenzione e contrasto, oltre che di monitoraggio delle criticità e nella creazione di progetti di consolidamento dei versanti. L’Unione dei Comuni ha da sempre il compito di occuparsi di questo settore, da quest’anno con un raggio d’azione implementato visto che assorbirà le funzioni di forestazione anche per le zone di Massa, Carrara e Montignoso. Mole di lavoro maggiore, considerando i territori incorporati, sebbene con due linee d’esecuzione differenti: mentre in Lunigiana si continuerà secondo il modus operandi attuale (prevenzione, consolidamento versanti, pulizia zone boschive), sulla costa si dovranno attivare le misure di antincendio, visto che i roghi si sviluppano maggiormente in questa territorialità in quanto soggetta a minori controlli. L’efficacia dell’azione di manutenzione sul territorio però è incappata in una battuta d’arresto con la mancata assegnazione da parte della Regione di quei 14 milioni di euro, questa la cifra stanziata lo scorso anno, che sono necessari al pagamento dei forestali toscani (in tutto 509) che svolgono la funzione di monitoraggio e di micromanutenzione, solitamente impiegati nel realizzare i progetti del Psr. Un problema che tocca anche la Lunigiana. L’Unione dei Comuni lunigianese ha in organico, con contratti a progetto, 24 forestali, più altri 6 aggiunti recentemente, provenienti dalla Provincia. Per il loro mantenimento, ma soprattutto per il ruolo che svolgono sul territorio, sono necessari 1,1 milioni di euro. La preoccupazione più grande è che una volta terminate le risorse accantonate dalla stessa Unione per i loro stipendi, non possano accedere alla cassa integrazione in quanto sottoscrittori di contratti privatistici non contemplati nelle categorie d’accesso agli ammortizzatori sociali. L’ente comprensoriale sta portando avanti tavoli di concertazione per potere nuovamente tornare in possesso di queste risorse, come spiega l’assessore dell’Unione con delega alla Forestazione Carletto Marconi «Insieme al presidente Ballerini – afferma – stiamo concludendo i tavoli di discussione con i tecnici della Regione per trovare le risorse. C’è la volontà di confermare queste figure sul territorio, non possiamo permetterci di non effettuare questi interventi. La Regione dovrebbe venirci incontro ora che abbiamo un’area più vasta da mantenere, in Lunigiana si continuerà a svolgere la parte più importante del lavoro, mentre sulla costa dovremmo prevenire il rischio incendi. Parte delle risorse per il 2016 ci saranno, ma bisogna mettere a disposizione altre per mantenere sia l’occupazione che la prevenzione. Non si può spostare l’asse dalla forestazione alla bonifica. Bisogna anche fare chiarezza se questi forestali siano sostenibili con i progetti del Psr oppure se devono essere mantenuti con fondi regionali. Dagli ultimi incontri però è emersa la volontà di risolvere tale problematica, facendo emergere spiragli positivi per la buona risoluzione della vicenda». Più critico invece Matteo Mastrini, vicepresidente Uncem, che insieme all’Anci si sta occupando della situazione, fresco di delega alla Forestazione, ottenuta da appena dieci giorni e con una patata bollente già tra le mani. «La Regione - dice - deve fare immediatamente retromarcia rispetto alla posizione che ha preso non si possono pagare gli stipendi e sostenere le famiglie tramite solamente i progetti legati al Psr. I tavoli sono inutili quando non si riesce a trovare una linea comune».

Cristiano Borghini

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