Il Tirreno

False vendite online, denunciato ventenne

Danilo D’Anna
False vendite online, denunciato ventenne

Il giovane, ex rappresentante di calzature, aveva ideato un sistema geniale: realizzava lui stesso le carte di identità fasulle e con quelle riusciva ad attivare conti correnti, carte prepagate e utenze mobili. Non solo: con delle pennine usb si collegava alla rete. Trenta persone truffate promettendo Hogan e Lego scontati

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MASSA CARRARA. Prometteva scarpe Hogan e scatole di Lego per collezionisti (come quelle della serie Star wars) a prezzi stracciati. Meno della metà di quanto costavano in un negozio. E con questo stratagemma ha truffato almeno trenta persone (sono quelli che hanno presentato denuncia). A metterlo nei guai, però, è stato il raggiro fatto a un quarantenne di Carrara, che per 110 euro credeva di essersi assicurato un paio di scarpe all’ultimo grido. L’uomo ha visto l’annuncio su un sito di vendite online, ha contattato il numero che era segnato e ha concordato la compravendita. Saldando la somma pattuita su un conto corrente. Poi ha atteso il pacco. Un giorno, due, tre. Dopo due settimane ha capito che non sarebbe arrivato nulla. E che era stato preso in giro. Così è andato dai carabinieri di Carrara e ha sporto denuncia. Le speranze che i militari scoprissero il colpevole erano poche, invece gli uomini del capitano Mario Ricciardi sono riusciti nell’impresa di scovare chi c’era dietro a quegli annunci farlocchi. E hanno denunciato un ventitreenne residente nella provincia di Milano (comune di Nerviano).

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Il giovane, ex rappresentante di calzature, aveva ideato un sistema geniale: realizzava lui stesso le carte di identità fasulle e con quelle riusciva ad attivare conti correnti, carte prepagate e utenze mobili. Non solo: con delle pennine usb si collegava alla rete. Tutto materiale che dedicava alla truffa. E per questo era impossibile rintracciarlo: ogni volta che i carabinieri individuavano un nominativo, appena chiamavano l’interessato in caserma scoprivano che questo era assolutamente all’oscuro di tutto.

Il giovane però ha commesso un errore che gli è costato la denuncia (le accuse sono truffa, ricettazione, sostituzione di persona e fabbricazione di documenti falsi): tra le pennine usb che usava per collegarsi a Internet una l’aveva utilizzata quattro anni prima navigando normalmente. E da lì gli inquirenti sono riusciti a risalire alla sua vera identità. Eseguiti gli ulteriori accertamenti, gli uomini del capitano Ricciardi sono andati a Nerviano a fare una perquisizione nell’abitazione dell’indagato, casa che condivideva con i genitori. E nella stanza del ventitreenne hanno trovato di tutto: dalla stampante usata per realizzare le false carte d’identità (intestate a persone reali ) alle schede sim per collegarsi alla rete e per attivare i cellulari che gli servivano per rispondere alle prime telefonate dei clienti. Infine le carte prepagate (compresa quella del conto corrente Sella) e le fotografie che camuffava abilmente con programmi sofisticati e poi attaccava sui documenti che gli servivano per creare le identità fantasma. Così gli addetti che prendevano le sue generalità non si accorgevano che non era lui quello ritratto. Sequestrati pure due computer portatili, anche questi usati soltanto per le truffe. E due tessere sanitarie, queste appartenenti a uomini che avevano segnalato la scomparsa del documento. E qui c’è da capire come l’indagato sia riuscito a entrarne in possesso.

Il giovane usava due portali di vendita, uno di questi grazie al feedback è riuscito a stoppare il suo raggiro; l’altro invece ha offerto terreno fertile alla fantasia del malvivente digitale. Come detto le vittime sono almeno una trentina, quelli cioè che hanno presentato una denuncia. Sono caduti nella trappola dell’ex rappresentante da tutta Italia. L’indagine è ancora in corso e anche gli altri fascicoli verranno convogliati alla procura di Massa. È tutto talmente ben organizzato che sembra impossibile che il ragazzo riuscisse a fare da solo. Quello che è certo, invece, è che i suoi genitori erano all’oscuro della vicenda. Hanno scoperto quello che faceva il figlio quando era davanti al computer mentre le forze dell’ordine rovistavano in casa loro.

 

 

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