Il Tirreno

«Diamo un futuro al territorio»

«Diamo un futuro al territorio»

Pietrini (Fiom): la provincia deve essere area di crisi complessa e devono arrivare risorse

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il rituale è quello classico delle manifestazioni sindacali: bandiere e striscioni, i segretari davanti, i lavoratori dietro. Ma cambia il linguaggio in questa mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil. Non si parla di vertenze e padronato, il sindacalese è quasi scomparso nei messaggi che lanciano dal sindacato. «Questa manifestazione – spiega Luisa Pietrini, segretaria provinciale della Fiom Cgil – è stata organizzata perchè i lavoratori vogliono dare un futuro a questa provincia e riprendersi la dignità che è stata loro tolta. Nel 2008, quando ci fu una grande manifestazione regionale qui a Massa, i negozi abbassavano le serrande in segno di solidarietà. Ebbene, oggi 8 anni dopo la situazione, purtroppo non è cambiata. Oggi come allora bisogna fare capire che la perdita di posti di lavoro nell’industria è una perdita di ricchezza che tocca tutti. Per questo vogliamo coinvolgere l’intero territorio, concordare iniziative comuni con i piccoli artigiani, con i commercianti».

Ma la segretaria Fiom sottolinea anche altro: «L’accordo di programma, i protocolli di intesa con le istituzioni sono stati per troppi solo degli spot elettorali. La nostra provincia deve essere riconosciuta area di crisi complessa. Devono arrivare risorse per fare ripartire l’economia. Devono essere messi in moto processi per fare insediare qui aziende serie, sane, con progetti a lungo termine, non imprenditori mordi e fuggi come troppo spesso abbiamo visto. E la politica deve essere attenta: ricordo che il cantiere Nca è stato dato in concessione per 30 anni al gruppo Tecnomar dove già si parla di esuberi ...».(c.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa