Il Tirreno

Trenta forestali rischiano il posto Piani anti frane

di Cristiano Borghini

LUNIGIANA. Sulla scrivania della Regione, entro il 22 di Febbraio, dovranno pervenire i progetti per la messa in sicurezza del territorio. L’Unione dei Comuni ha già inviato i dieci progetti alla...

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LUNIGIANA. Sulla scrivania della Regione, entro il 22 di Febbraio, dovranno pervenire i progetti per la messa in sicurezza del territorio. L’Unione dei Comuni ha già inviato i dieci progetti alla Regione, i quali sono caratterizzati da caratteristiche comuni: gli interventi si localizzeranno solamente nelle aree boscate, dando priorità al consolidamento dei versanti ed alla pulizia degli alvei fluviali. Per quest’ultima attività, se si riuscirà ad entrare in graduatoria, bisognerà coordinarsi con il Consorzio di Bonifica per le procedure di manutenzione. Il bando di gara regionale quest’anno presenta anche una novità: potranno partecipare anche privati che potranno accedere ai fondi se consegneranno un progetto migliore di quello degli enti. Una sorta di maggiore compartecipazione nelle scelte e nei lavori che riguardano il territorio, ma anche una maggiore concorrenza per i Comuni che dovranno riuscire a produrre progetti che possano tenere testa alle realtà imprenditoriali. Il contrasto al dissesto diventa inoltre strutturale con le nuove risorse disposte nella disposizione sulla difesa del suolo regionale. Accanto all’aspettativa dei fondi provenienti dalla Regione, esiste, però, anche una realtà manutentiva ordinaria che potrebbe ridursi a causa dei tagli delle risorse che permettevano all’Unione dei Comuni di svolgere interventi sui piccoli movimenti franosi e sulla conservazione del territorio sia essa ordinaria che straordinaria. Un compito per cui l’Unione dei Comuni ha alle proprie dipendenze 24 operatori forestali, a cui si devono aggiungere altri 6 ex forestali della Provincia, integrati nella squadra di lavoro. Il problema è che senza i fondi della Regione questi microinterventi manutentivi non potranno più essere eseguiti, ma esiste anche il rischio che, essendo lavoratori a progetto, senza le risorse economiche potrebbero non continuare a svolgere il proprio compito di sorveglianza e di preservazione del territorio boschivo. La situazione è comune per tutte le Unioni dei Comuni della Toscana ed in ballo ci sono 509 posti di lavoro se non verranno trovate le risorse adatte.

Nel frattempo, per il 2016, i forestali potranno continuare ad operare grazie a delle risorse che sono state accantonate dall'Unione, lavorando al completamento dei progetti tuttora in essere. Nel corso di queste settimane i rappresentanti dell'Unione si sono incontrati con l'Assessore Marco Remaschi per trovare una soluzione, nonostante la difficoltà della Regione nello stilare il proprio bilancio a fronte degli oltre 440 milioni di taglio sui trasferimenti statali. Su questo tema Riccardo Ballerini si mostra molto caustico con la governance toscana. «Ad oggi – afferma il Presidente dell’Unione – la mancanza di trasferimenti da parte della Regione mettono un forte dubbio la realizzazione di questi interventi. Ad oggi non abbiamo risposte esaurienti da parte della stessa Regione sul trasferimento delle risorse alla funzione della forestazione. Devo rilevare che questa situazione di incertezza, peraltro condivisa da tutte le Unioni dei Comuni toscane, dovrà inevitabilmente essere una priorità della stessa Regione nei prossimi giorni. I progetti che abbiamo presentato genereranno benefici alla popolazione, donando la sicurezza a coloro che risiedono in Lunigiana, permettendo di porre un freno alla situazione di grave dissesto».

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