Il Tirreno

Il vescovo: non abbiamo nascosto nulla

di Alessandra Vivoli
Il vescovo: non abbiamo nascosto nulla

Prete a luci rosse, interviene la Curia: nessuna volontà di copertura, dalla Chiesa la "medicina della misericordia"

3 MINUTI DI LETTURA





di Alessandra Vivoli

CARRARA

Prete a luci rosse, ora interviene la curia. E lo fa alla vigilia della fiaccolata organizzata dagli ex parrocchiani di Fossone e Caniparola.

La vicenda. Il caso scoppiò l’estate scorsa, quando un 34enne napoletano scrisse ai quotidiani e raccontò di essere un accompagnatore, di aver fatto sesso più volte con l’uomo che si spacciava appunto per un giudice, e di aver fatto festini, con lui, negli alberghi lussuosi di Napoli a base di coca, alcol, aragoste e tartufo. Con l’aggiunta di costosissimi regali: borse, scarpe, gioielli. All’epoca l’uomo di chiesa promise anche che avrebbe portato le prove che quei soldi erano proprio suoi. Ma nulla, a nove mesi di distanza, di lui nessuna notizia. Così le Iene sono tornate a cercarlo, questa volta direttamente a Massa, scoprendo che il parroco non è stato denunciato ma non ha più incarichi. Prima ha alloggiato a Casa Faci, a spese della curia, e adesso vive in una casa della diocesi.

L’intervento della Diocesi. «Il caso - si legge nella nota della Diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli - era stato preso in esame dal vescovo, monsignor Giovanni Santucci e dai suoi collaboratori già nell'estate del 2015. In quell'occasione, dopo gli accertamenti necessari, sono state avviate le procedure previste dalla normativa ecclesiastica, per rimuovere tempestivamente il sacerdote dall'incarico pastorale e allontanarlo dalla parrocchia. È stato altresì disposto, secondo quanto stabilito dalle norme canoniche, di collocarlo in una residenza provvisoria, di proprietà della Diocesi, in attesa di successivi chiarimenti sulla sua posizione e sulle responsabilità degli atti commessi».

«Nessuna volontà di copertura». «L'atteggiamento del Vescovo è stato, quindi, ispirato da un senso di "paternità spirituale" che è lo specifico del suo ruolo di "pastore" e che si estende a tutti i fedeli della Diocesi a lui affidati, e, in particolare, verso i sacerdoti, suoi principali "collaboratori" nella delicata missione di annunciare il Vangelo- prosegue la nota - Nessuna "volontà di copertura", come hanno suggerito alcune fantasiose ricostruzioni, ha determinato le risoluzioni che, volta per volta, si sono rese necessarie, bensì la certezza evangelica che di fronte al "fratello che sbaglia", la condotta della Chiesa deve essere orientata ad applicare la "condanna del peccato" e la "medicina della misericordia".

L’incontro con i fedeli. «Il Vescovo e i suoi collaboratori, preso atto delle sofferenze vissute dalle diverse comunità, e consapevoli del senso di smarrimento che ne è derivato, nelle prossime settimane incontreranno personalmente e pubblicamente i fedeli coinvolti per un confronto franco e chiarificatore - prosegue la nota - Suscita rammarico, tuttavia, rilevare come alcune prese di posizione, scaturite per lo più dal "sentito dire", anziché facilitare l'accertamento della verità, rispettando le persone coinvolte, abbiano alimentato un clima di diffidenza nei confronti della Chiesa locale e dei suoi vertici. Perciò, al fine di fugare ogni dubbio, il Vescovo e i suoi collaboratori, invitano, chi fosse a conoscenza di fatti o circostanze, relative al caso in questione, in cui si ravvisassero gli estremi di violazione dell'ordinamento legale, a riferire, quanto prima, alle autorità giuridiche civili o ecclesiastiche, ciascuna per le proprie competenze. Auspicano, infine, che, per il bene di tutta la Diocesi, si possa giungere, nelle sedi appropriate, che non sono né la piazza né lo spazio mediatico, alla definitiva chiarezza e alla riparazione dello scandalo e della sofferenza arrecata a persone e comunità parrocchiali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa