Gli albianesi tornano in piazza Costa: «Atti a regola d’arte»
AULLA. Sabato mattina gli albianesi anti Costa saliranno nuovamente ad Aulla per manifestare e chiedere che il Comune apra una verifica sui pareri espressi in sede di Conferenza dei servizi nel 2013...
AULLA. Sabato mattina gli albianesi anti Costa saliranno nuovamente ad Aulla per manifestare e chiedere che il Comune apra una verifica sui pareri espressi in sede di Conferenza dei servizi nel 2013 dai rappresentanti dell’allora Amministrazione comunale. Ad affermarlo è uno dei leader della mobilitazione, l’ex consigliere comunale Walter Moretti, contattato telefonicamente.
«Bisognerebbe capire che cosa ha scritto il Comune di Aulla nel suo esposto, mentre per quanto concerne le impugnazioni di fronte al Tar da parte di Mauro Costa – dice Moretti – abbiamo ormai esperienza che questi atti non servono a nulla, perché se Costa non dispone della concessione edilizia, di certo non può essere il TAR a fargliela avere. Quindi, Costa impugni quello che vuole, davvero non ci spaventa. Piuttosto, a spaventarci sono gli atti che Comune e Provincia si starebbero approntando a fare, in particolare sulla compatibilità ambientale, una procedura che sembrerebbe andare avanti». Ma è su altro punto che Moretti focalizza il suo commento: «Il Comune di Aulla apra una procedura di verifica sui pareri espressi in sede di Conferenza dei servizi nel 2013 dai rappresentanti dell'allora Amministrazione comunale, ovvero l'assessore Schianchi e il dirigente Pepe, pareri che ci paiono in contrasto con lo strumento urbanistico. E' questo che chiederemo sabato mattina al sindaco di Aulla», conclude il leader degli anti Costa.
Doverosamente abbiamo chiesto un commento a caldo anche a Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome e il suo cognome: «Ritengo che gli atti che abbiamo impugnato siano illogici e senza senso. Non abbiamo mai fatto cose strane i nostri atti sono a regola d'arte, senza contare che abbiamo fatto grossi investimenti. Di certo, sono avvilito – aggiunge Costa – e le responsabilità, se dovessero emergere, non sono nostre ma di altri».
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