Sicurezza
Circolare o no, le primarie Pd non si fanno
Il segretario comunale di Montignoso: «Il documento si occupa dell’organizzazione, non dell’indizione»
MONTIGNOSO. «Alla circolare regionale del Pd sulle primarie è stata data un’interpretazione tutta sbagliata, fuorviante e anche un po’ strumentale». Il segretario comunale del Pd di Montignoso, Marino Petracci, commenta così la circolare regionale sull’organizzazione delle primarie in Toscana e aggiunge: «Noi siamo tranquilli e le primarie non le facciamo». Gli animi, però, appaiono tutt’altro che sereni e i partiti di coalizione scalpitano, anche perché in questi mesi non fanno che essere accusati di aver “impedito” lo svolgimento delle primarie e di aver confezionato per la cittadinanza un candidato a sindaco calato dall’alto, Gianni Lorenzetti, attuale assessore ai lavori pubblici .
Sulla circolare regionale che riguarda le primarie, però, Petracci è molto chiaro: «E’ un documento che non si sovrappone allo statuto del Pd - spiega il segretario - e non potrebbe mai farlo. Questa circolare, se letta attentamente, dimostra che non si occupa delle primarie nella fase di indizione, ma delle primarie nella fase di organizzazione. Nel caso in cui l’assemblea comunale decidesse di svolgere le primarie, votando secondo statuto, allora occorrerebbero il 10% dei voti dell’assemblea, oppure il 3% dei voti degli iscritti per presentare le candidature dei singoli aspiranti. Questo ad evitare che alle primarie si presentino centinaia candidati, che non servono a nessuno».
Insomma secondo il Pd di Montignoso la circolare non è per niente interpretativa, anzi è chiara e perfetta: il giorno delle primarie sarà il 6 marzo 2016, ma a Montignoso non interessa questa data, perché alle primarie ha già detto “no”. «La circolare diffusa, secondo noi, in maniera strumentale- continua Petracci- non si sostituisce allo statuto. Per indire le primarie rimante valido l’articolo 18 dello statuto nazionale del partito che coinvolge i 3/5 dell’assemblea comunale di ogni territorio. I 3/5, ovvero la maggioranza dell’assemblea, il 60%, può decidere se fare o meno le primarie. Non il 10%, né tanto meno il 3%. A Montignoso abbiamo votato e l’assemblea per i 3/5 ha stabilito che le primarie non fossero necessarie. Il Pd - conclude Petracci - non obbliga i territori a fare le primarie. Con l’ultima circolare regolarizza l’organizzazione delle primarie laddove siano state già accordate. E con questo spero si metta la parola fine a questa querelle che francamente è inutile, anche perché la minoranza non ha neanche un candidato».
Ieri sera però a Firenze il Pd regionale pare abbia sospeso i termini per le primarie, per capire meglio cosa vogliano fare i vari territori interessati dalle elezioni amministrative e il “caso” Montignoso era comunque all’ordine del giorno, perché la circolare aveva avuto, come visto, diverse interpretazioni. Per il Pd locale e per la coalizione tutta, la questione è invece chiuso. Le primarie non si faranno, perché non sono necessarie e forse non ci sarebbero neanche più i tempi per organizzarle.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google