Sicurezza
Terreni incolti trasformati in buoni vigneti
CASTELNUOVO MAGRA. «Una passione...Una storia». Così titola il pieghevole che viene offerto ai visitatori dell'azienda, assieme a un calice di bianco Colli di Luni. Nel depliant viene inoltre...
CASTELNUOVO MAGRA. «Una passione...Una storia».
Così titola il pieghevole che viene offerto ai visitatori dell'azienda, assieme a un calice di bianco Colli di Luni.
Nel depliant viene inoltre riassunta la storia dell'azienda, con la nota «la cura costante e la selezione delle uve conferiuscono pregio e stile classico a un prodotto di altissima qualità».
La struttura di via Olmarello, un tempo abitazione dei Lambruschi e attualmente cantina e punto di vendita, si fa ambasciatrice del gusto, profumi e tradizioni dei vini dei Colli di Luni. Tra i suoi prodotti di punta spiccano vini di eccellente struttura: Colli di Luni Vermentino Doc Costa Marina, il quasi gemello Il Maggiore Doc, il Maniero Igt Liguria di Levante Rosso, composto da uve Sangiovese, Merlot e Cannaiolo.
I vini bianchi sono realizzati al 100% con Vermentino dei vigneti posti a circa 250 metri sul livello del mare: piante con età media di 30 anni, con sistema di allevamento denominato «Guyot capovolto semplice».
L'azienda si estende su oltre 6 ettari di terreno e comprende anche alcuni vigneti in zona pianeggiante. Ma il punto nevralgico della produzione resta la collina sui cui terrazzamenti crescono e producono i vigneti messi a dimora da Ottaviano Lambruschi in oltre cinquant'anni di attività.
La zona sovrastante via Olmarello, striscia d'asfalto che unisce e percorre i territori a confine tra i Comuni di Ortonovo e Castelnuovo Magra, è guardata dall'alto dalle famose Colline del Sole, area vocata a residenza turistica e cosparsa di numerose villette, ben sistemate sui tornanti che si inerpicano verso l'alto entroterra castelnovese.
Terreni molti dei quali, appunto all'epoca dell'arrivo di Lambruschi, non erano tutti a destinazione agricola. Molti di tali terreni sono stati con pazienza strappati alla vegetazione e così trasformati in «fucine del buon bere».
E qui si torna all'invito lanciato un po' da tutti i produttori vinicoli della zona, ultimo dei quali ad aggiungersi in ordine di tempo è appunto Ottaviano Lambruschi, ossia valorizzare un territorio che ha una doppia vocazione: produzione enologica di qualità e ottime opportunità turistiche, a patto che, come tutti rimarcano, vengano sorrette dalle istituzioni. (f.p.)
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