Il Tirreno

Lambruschi, vino di qualità da tre generazioni

di Fabrizio Palagi
Lambruschi, vino di qualità da tre generazioni

Cominciò Ottaviano lasciando il lavoro in cava L’azienda punta sempre sul Vermentino doc

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CASTELNUOVO MAGRA. Sono da poco salite a tre le generazioni alla guida dell'azienda vitivinicola Lambruschi, fondata a metà degli anni Settanta da Ottaviano Carlo Alberto dopo aver fatto una coraggiosa scelta: lasciare la sicurezza offerta da un solido seppure pericoloso posto di lavoro, per tentare di realizzare un antico sogno di gioventù.

Correva il 1964 quando Ottaviano, originario della frazione carrarese di Miseglia, paese di cavatori, diede improvvisamente addio al lavoro marmifero per trasferirsi sui primi contrafforti dei Colli di Luni sui quali costruì la casa di famiglia che attualmente ospita il cuore della sua omonima azienda.

Da allora di acqua, o meglio, di vino ne è passato tanto, al punto che adesso la Ottaviano Lambruschi è uno dei volani del territorio per quanto riguarda la produzione enologica, di fatto proponendo rossi e bianchi di qualità, esportati anche in lontani Paesi, come Giappone e Usa oltrechè in nazione europee come Polonia, Belgio e Austria.

Da cavatore a produttore di vino, da minatore a cielo aperto a coltivatore di terreni a terrazzamenti da cui si domina la vallata est del Magra e il Mar Tirreno.«Una scelta di cui Ottaviano non si è mai pentito, malgrado le comprensibili difficoltà incontrate in tale salto», dice indicando con un cenno della testa la giovanissima nipote Ylenia che, non ancora 21enne, finiti gli studi presso il liceo linguistico di Massa ha deciso di dedicarsi all'azienda di famiglia, seguendo così le orme del padre, il 49enne Fabio che a sua volta lo aveva fatto con Ottaviano.

Infatti nell'azienda vi lavorano nonno, figlio e la nipote, oltrechè ai dipendenti assegnati alle varie mansioni, dal lavoro nei campi a quello nelle cantine. Fabio Lambruschi si è diplomato in agrotecnica presso l'istituto Agrario di Soliera e, dopo aver svolto il servizio militare, ha deciso di seguire l'azienda del padre che, nei primi anni, produceva vino da tavola.

La prima bottiglia con prodotto più pregiato reca la data del 1982. Da allora è stata una cavalcata di successi, contraddistinti dalla produzione del vermentino Costa Marina Doc, un bianco Colli di Luni che proviene appunto dalle alture che si protendono sulla vallata sottostante.

«Ho un ottimo rapporto con nonno è papà - rimarca Ylenia Lambruschi - e quindi metto a disposizione dell'azienda le mie esperienze di studio». Ylenia ha inoltre svolto il primo livello del corso da sommelier e adesso si sta preparando a completare l'iter per poi potersi mettere al collo il prestigioso simbolo della categoria, il «tastevin». Al momento segue la parte commerciale dell'attività di famiglia.

La produzione media dell'azienda Lambruschi varia dalle 35-40mila bottiglie all'anno, ma sembra proprio destinata ad aumentare dato che nei piani della famiglia di viticoltori si intravvedono sogni possibili da realizzare.

«Desidero lanciare un messaggio ai miei colleghi produttori e alle istituzioni locali - conclude Ottaviano Lambruschi - ossia quello di valorizzare ancor più il nostro territorio, vocato per produrre questo tipo di vino, oltrechè restare il più uniti possibile».

«Questa zona è molto cresciuta negli ultimi 15 anni - aggiunge il figlio Fabio - anche grazie all'opera certosina di personaggi come papà e l'eminenza grigia dell'enologia locale, ossia Giorgio Bacigalupi».

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