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Ilva in vendita, c’è anche la Sanac

 Ilva in vendita, c’è anche la Sanac

Lo stabilimento di Massa sul mercato, fra i possibili acquirenti anche Vesuvius

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MASSA. Parte il procedimento di vendita del gruppo Ilva e sul mercato va anche la Sanac di Massa che dell’ex impero della famiglia Riva è una parte. Con quali contraccolpi per lo stabilimento massese del gruppo Sanac e per i suoi quasi 140 dipendenti? Difficile dirlo, ma di sicuro le preoccupazioni non mancano. Il segretario provinciale della Filctem Cgil Daniele Del Freo non lo nasconde: «Il percorso è chiaor da tempo e, dopo oltre un anno di amministrazione straordinaria entriamo adesso nella fase della cessione dei “gioielli di famiglia” del gruppo necessaria per fare fronte ai giganteschi costi di risanamento del polo Ilva di Taranto. In questo quadro anche Sanac è in vendita. E il nostro timore è che nelle trattative di cessione vengano messi in discussione anche i posti di lavoro e i diritti dei dipendenti». Anche perchè il bando delle manifestazioni di interessi parla di “mantenimento di adeguati livelli occupazionali” come requisito di ogni proposta di acquisto. «Ma noi non vogliamo mantenere “adeguati” livelli occupazionali, Vogliamo tenere tutti i posti di lavoro, e con garanzie anche sul trattamento economico, visto che i lavoratori di Sanac hanno già subito “danni” con l’amministrazione straordinaria. E ci auguriamo che il passaggio di proprietà non comporti riassunzioni con il jobs act e conseguente perdita delle tutele degli operai», mette in chiaro Del Freo.

Ma chi potrebbe comprare Sanac? Fra i soggetti che hanno presentato le 19 manifestazioni di interesse ammesse alle trattative ci sono la Cassa Depositi e Prestiti, il colosso indiano Arcelor Mittal, il gruppo Marcegaglia e il gruppo Lucchini. E c’è anche la Vesuvius Italia, multinazionale americana con sede a Genova, che si occupa proprio, come la Sanac, di produzione di nmateriali refrattari per forni e acciaierie. Vesuvius aveva uno stabilimento anche a Massa che a fine anni Novanta venne assorbita da Sanac. Ora, potrebbe tornare sotto le Apuane acquisendo a sua volta la Sanac. Solo ipotesi, per ora.

«Quel che ci interessa di più, comunque – ripete Del Freo – è che i nuovi acquirenti tutelino i posti di lavoro e abbiano un piano industriale serio».(c.f.)

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