Proteste
E a Resceto i cellulari continuano a non squillare
MASSA. Il patto tra il Comune e Wind era che il primo concedesse l’installazione dell’antenna in una zona poco coperta ma molto strategica per il gestore, e che il gestore a sua volta si impegnasse a...
MASSA. Il patto tra il Comune e Wind era che il primo concedesse l’installazione dell’antenna in una zona poco coperta ma molto strategica per il gestore, e che il gestore a sua volta si impegnasse a installare un altro impianto a Resceto, una zona dove i telefonini vivono spenti da sempre. Il tutto suggellato chiaramente da un contratto. La prima antenna è stata installata. E stiamo parlando di quella nella zona del Fescione, all’altezza del Versil Park, al Cinquale.
«Una zona fino ad oggi che non aveva molta copertura», fanno sapere dall’ufficio rete e energia del Comune di Massa. Wind ha già provveduto a pagare i 18 mila euro previsti di canone annuo e ad attivare l’impianto. Ma di antenne a Resceto nemmeno l’ombra. Il tutto per un “rallentamento” burocratico: il contratto non è ancora pronto, perché, nel frattempo c’è stato il cambio di segretario generale a palazzo comunale e la contrattazione si è bloccata.
Con il piano delle antenne aggiornato nei primi mesi del 2015, le nuove antenne che servono per coprire le zone prive di linea sono nove e servono per completare la rete Umts e preparare quella Lte e andranno ad aggiungersi alle circa 38 già presenti nel territorio comunale. È quello che vuole tanto la normativa europea quanto quella nazionale. La normativa di riferimento è il decreto legislastivo 259 del 2003, ben integrato alle leggi europee, che di fatto equipara le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione alle opere di urbanizzazione primaria. Quindi, le antenne non solo sono necessarie ma la loro collocazione è consentita su tutto il territorio comunale.
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