Sicurezza
Telefonini muti all'ospedale Apuane, decide il Consiglio di Stato
Telecom contesta il piano del Comune di Massa che vieta l’installazione di antenne sopra la struttura nel viale Mattei. Aveva già perso il ricorso al Tar
MASSA. Passerà alla storia come la guerra dei telefonini muti. Lo scontro a suon di carte bollate tra il Comune e Telecom sull’antenna al nuovo ospedale si arricchisce infatti di un altro capitolo di ricorsi e controricorsi, che avrà solo un epilogo: l’allungamento dei tempi per l’installazione dell’antenna nel viale Mattei. Tradotto: zero copertura fino ad allora. Solo per Telecom, però, perché Wind e Vodafone hanno presentato istanza per l’installazione dell’antenna (nel punto previsto dal piano comunale) e, fra due mesi sarà attiva. Telecom invece, dopo aver fatto ricorso al Tar contro il divieto del Comune dell’installazione dell’antenna sopra il tetto dell’ospedale, e dopo averlo perso, il ricorso, si è appellata al Consiglio di Stato. L’accusa che l’azienda muove nei confronti del Comune è quella di aver proibito l’installazione dell’antenna sul tetto dell’ospedale nel viale Mattei senza aver presentato un’alternativa.
«Cosa non vera», spiega la funzionaria dell’ufficio comunale rete e energia, Ivana Bertonelli, durante la commissione Ambiente che si è riunita ieri mattina, «e noi abbiamo tutte le carte che lo dimostrano - continua - perderanno anche questo ricorso».
Avvolgiamo il nastro. All’inizio del 2015 il Comune ha aggiornato il piano delle antenne con l’obiettivo di creare una copertura su tutto il territorio comunale (come d’altronde previsto sia dalla normativa nazionale sia da quella comunitaria) e evitare l’installazione selvaggia di antenne. I nuovi impianti di telefonia mobile previsti erano nove e localizzati nei luoghi dove manca copertura. Parliamo ad esempio di Resceto, Casania, area del giardino del Pomario, stadio, Ricortola, campo di calcio nel viale della Repubblica, cimitero di Turano e, appunto, l’ospedale Apuane. A questi si aggiungevano poi dieci ampliamenti (nuove linee su antenne già esistenti). Le possibili aree dove installare nuove antenne sono state individuate in base alla necessità tenendo conto però anche di altri fattori, come l’impatto sanitario, ambientale e architettonico. E per farlo, il Comune si è affidato alla Polab, un centro di studi pisano specializzato in materia di campi elettromagnetici.
Sta di fatto che Telecom ha presentato istanza per l’installazione dell’antenna in un punto non previsto dal piano, ossia il tetto dell’ospedale. «C’è anche una legge regionale - spiega la funzionaria - che impone di evitare luoghi come ospedali e scuole. Se ci sono alternative, chiaramente. E in questo caso ci sono». Il Comune ha respinto l’istanza e Telecom ha fatto ricorso al Tar, perdendolo.
A questo punto sono partite trattative. «La società voleva installare l’antenna nel punto dove verrà installata quella di Vodafone e Wind, ma non c’era più spazio», spiega la funzionaria. Per non farla partire svantaggiata nei confronti degli altri due gestori, quindi, il Comune ha optato per l’antenna provvisoria, in attesa di quella definitiva, nella seconda aiuola della rotatoria in viale Mattei davanti all’ospedale. La soluzione “antenna mobile” permette infatti di attivare un percorso più rapido rispetto a quello previsto per l’antenna fissa (il vero e proprio traliccio). Il Comune quindi ha preparato tutta la documentazione «ma nessuno è venuto mai a ritirarla». Non solo: Telecom ha fatto ricorso al Consiglio di Stato.
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