Il Tirreno

«Basta il 10%, anzi no» Impasse sulle primarie Pd

di Manuela D’Angelo
«Basta il 10%, anzi no» Impasse sulle primarie Pd

Montignoso, una circolare regionale ribalta lo statuto comunale del partito e diminuisce la percentuale di voti necessaria per una candidatura a sindaco

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MONTIGNOSO. Amministrative a Montignoso: il Pd si complica la vita ed è un maestro a farlo quando si tratta di primarie interne. Spunta una circolare regionale, fresca fresca, che rimette in gioco le primarie anche a Montignoso, dove l’assemblea comunale aveva già legittimamente votato “no”, seguendo lo statuto del partito. Il Pd regionale, in vista delle elezioni amministrative della primavera 2016, ha emanato, poche settimane fa, una circolare con precise indicazioni sullo svolgimento delle primarie.

Il passaggio importante lo riportiamo fedelmente: «Nel caso di primarie di partito - si legge sul sito del Pd Toscana- la candidatura a sindaco può essere avanzata con il sostegno del 10% dei componenti della assemblea comunale, oppure con un numero di sottoscrizioni pari almeno al 3% degli iscritti nella relativa unione comunale sulla base dell’ultima anagrafe certificata».

Numeri che fanno la differenza, ecco perché: a Montignoso, il “no” alle primarie fu deciso dall’assemblea comunale qualche mese fa, quando cioè questa circolare ancora non esisteva e quando a far testo era soltanto lo statuto del partito. Nello statuto c’era e c’è ancora scritto che le primarie possono essere approvate, o bocciate, esclusivamente dai 3/5 dei membri di una assemblea comunale e a Montignoso i 3/5 dell’assemblea sono in mano a Narciso Buffoni e a quella parte di Pd che vuole Gianni Lorenzetti candidato sindaco della coalizione di centro sinistra. In pratica, quando a dicembre si votò per le primarie a Montignoso, l’assemblea comunale decise che non erano necessarie e la minoranza non ce la fece ad imporsi. Sembrava che sulle primarie fosse stata messa una bella pietra sopra, anche dopo il ricorso presentato dai 2/5 dell’assemblea per vari vizi di forma nella votazione, rigettato dalla commissione di garanzia. Invece oggi la partita si riapre alla grande perché, se la matematica non è un’opinione, i 2/5 dell’assemblea equivalgono al 40% del totale e invece il Pd regionale, con la nuova circolare, permette al 10% dei componenti dell’assemblea di fare richiesta di primarie. Non solo: se questo 10% ancora non ci fosse, per manifestare il massimo della democrazia, il Pd regionale passa la palla agli iscritti del partito all’interno di un comune, tutti, nessuno escluso, anche quelli che non fanno parte dell’assemblea, con un numero di firme pari al 3%. Con queste cifre, va da sé che anche a Montignoso la minoranza potrebbe riuscire a spuntarla e ad ottenere le primarie. Il caso Montignoso però non è passato inosservato a Firenze dove, da quando è stata emanata la circolare, si cerca di capire che fare. L’assemblea comunale del Pd potrebbe appellarsi allo statuto, chiedendo di far prevalere quella decisione, avvenuta in maniera esemplare e seguendo le direttive del partito esistenti. La minoranza, invece, potrebbe appellarsi alla nuova circolare, adducendo la fretta con cui l’assemblea decise di votare contro le primarie, e chiedendo di seguire le nuove direttive. Prevale lo statuto, per altro mai modificato, oppure la circolare?

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