Gioco
Si fanno pagare in nero, professionisti nei guai
Medico e commercialista scoperti dalla guardia di finanza dopo i controlli Stanato anche un muratore per hobby: quando non lavorava era in cantiere
MASSA. Liberi professionisti e artigiani. Sono queste le categorie setacciate dalla guardia di finanza a caccia dei furbetti dell’evasione. Le fiamme gialle nelle ultime settimane hanno fatto una serie di verifiche negli studi di un medico e di un commercialista. E hanno scoperto che non tutte le consulenze che venivano prestate erano registrate. Pagamento in nero, facendosi beffe delle casse dell’erario. Per incastrare il dottore sono stati interpellati anche i pazienti, che hanno raccontato ai militari come si comportavano al momento di onorare la parcella. E qualcuno ha ammesso di aver scelto l’opzione senza ricevuta per avere un piccolo sconto. Più difficile stanare il commercialista, ma anche in questo caso gli uomini del colonnello Giovanni Fiumara sono riusciti nell’intento. Del resto da parecchi anni i controlli stanno dando risultati sorprendenti: nel 2014 erano una ventina quelli che avevano dovuto mettere mano al portafoglio per chiedere scusa all’erario. Manca ancora il risultato dell’anno appena trascorso, ma agli inquirenti è andata meglio dell’anno precedente.
A colpo sicuro. I finanzieri quando fanno verifiche di questo tipo vanno a colpo sicuro, devono però incrociare i dati in loro possesso e soprattutto chiedere ai clienti se il pagamento della consulenza è stato registrato oppure no. Ed è così che è stato pizzicato l’ultimo libero professionista finito sotto la lente d’ingrandimento delle fiamme gialle: i militari si sono appostati davanti al suo studio in borghese e hanno fermato le persone che uscivano chiedendo cosa avevano fatto nello studio. E soprattutto se potevano dimostrare il pagamento. Soltanto un paio hanno mostrato la fattura. Gli altri non ce l’avevano, dato che non potevano scaricarla hanno preferito lo sconto.
Artigiani. Ma non sono soltanto i liberi professionisti a finire nei guai. Tanti gli artigiani apuani, che hanno provato a ingannare il fisco, sono finiti male. E sono stati pizzicati dal comando provinciale della guardia di finanza. Il caso più eclatante è quello di un quarantenne che faceva lavoretti di muratura e idraulica in casa di conoscenti chiedendo cifre più basse rispetto alla concorrenza. Completamente in nero. Senza dare un centesimo all’erario. Ma qualcuno ha fatto la spia e così le fiamme gialle si sono messe alle sue costole, scoprendo il raggiro. Più che altro ristrutturava seconde case e quindi poteva aprire il cantiere quando voleva, soprattutto nei giorni festivi. Certo i tempi della ristrutturazione si allungavano di parecchio, in cambio però chi lo assoldava si vedeva presentare un preventivo che costava la metà degli altri. Comunque sono proprio gli idraulici e i muratori che tentano in tutti i modi di non dichiarare quello che incassano. Difficile che riescano a farla franca: troppe le armi a disposizione dei finanzieri per stanare i furbetti. Si comincia dagli studi di settore: se si dichiara un reddito troppo basso non si ha scampo.
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