Il Tirreno

«Quando Francesco ha pianto noi ci siamo sciolti»

di Davide De Filippi
«Quando Francesco ha pianto noi ci siamo sciolti»

La vittoria a Sanremo vissuta dai genitori del cantautore La mamma: avremmo voluto essere sul palco, e abbracciarlo

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CARRARA. Una vittoria vista da lontano, da Carrara, al cardioplama, per i genitori del campione dell’Ariston, Francesco Gabbani. Il babbo Sergio, noto batterista e titolare del negozio “La Musica”, in quei momenti ha sofferto un po’ di pressione alta, seduto in punta di divano con la moglie Riccarda. «Avremmo voluto essere lì ad abbracciarlo – ha commentato Sergio Gabbani, tra i pianoforti del suo regno musicale – Quando si è commosso, ci siamo sentiti sciogliere dentro. Eravamo consapevoli della sua qualità artistica, ma chiaramente un risultato del genere non può che riempirci di soddisfazione». E Sergio, da musicista, ne fa anche una questione tecnica: «C’è un buon testo ricco di significato, nel brano “Amen”, accompagnato da un arrangiamento elettronico sicuramente moderno. Francesco, già a dieci anni, passava ore al computer a creare musica coi software specifici, per cui, il suo, è un percorso che parte da lontano. Ci ha chiamato subito dopo la premiazione, per una telefonata lampo fatta con la mamma, con cui lui è in simbiosi, e ora aspettiamo il suo rientro per abbracciarlo e vedere di persona il Premio». Ma lo aspetta anche tutta la città, che ha dimostrato all’artista concittadino davvero un grande affetto. E intanto Francesco Gabbani, il giorno dopo sicuramente non ha dormito bene, infastidito dalla corona sul capo di vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo, ma quel peso sulla testa è stato sicuramente molto gradito. Al risveglio, dopo poche ore in cui è riuscito ad appoggiare la testa sul cuscino, deve aver pensato di aver fatto un sogno bellissimo, prima di realizzare che il primo posto ottenuto tra le nuove proposte gli garantirà di gareggiare tra i big, nell’edizione 2017 della kermesse. Ma ora è il momento dei festeggiamenti. Per pensare al futuro, c’è tutto il tempo. «Fatico a crederci» - ha dichiarato nei pochissimi momenti liberi, successivi alla premiazione, che lo ha portato a commuoversi davanti a quei milioni di telespettatori che hanno apprezzato la sua performance, caratterizzata da un brano efficace, sia nel testo, che nell’arrangiamento. Ma anche nella coreografia: quei passi di danza hanno bucato il video, ricordando in qualche modo lo stile performante di James Brown. E sì che se l’era vista brutta, solo 24 ore prima, quando cioè un errore nella votazione elettronica lo aveva eliminato, per poi promuoverlo in finale non appena i conti (e non solo Carlo) lo hanno premiato. Per i molti sostenitori del musicista apuano è stato come il gol di Grosso nella semifinale dei Mondiali del 2006 contro la Germania, a due minuti dal termine dei supplementari. «E’ stato un saliscendi emotivo da mal di mare – ha commentato Francesco - Sono ovviamente molto contento, ma provo sincero dispiacere per Miele, perché posso immaginare la delusione, per averla provata io stesso sulla mia pelle. Poi è andata com’è andata». L’organizzazione si è dimostrata corretta, ammettendo l’errore e procedendo ad un nuovo conteggio.

«Hanno gestito bene la cosa – ha spiegato Gabbani - pur con la consapevolezza che sarebbero potute sorgere tensioni e polemiche. La direzione ha saputo dimostrare grande serietà. La fase del secondo conteggio è stata però l’ora più lunga della mia vita».

Ma la tensione più grande doveva ancora arrivare, nella finale del Venerdì, quando il suo nome è comparso al primo posto. «Ringrazio tutti per l’affetto – ha concluso il musicista – a volte, quelli dello staff, mi sequestravano il telefono per lasciarmi concentrato, ma appena potevo mi fiondavo sui social per restare in contatto con tutti. Ringrazio la gente di Carrara. Il loro supporto è stato fondamentale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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