Il dolore
«Logiche padronali nel settore cave»
La Cgil ribatte a Assindustria: in nome della sicurezza devono da tutti essere accettati controlli e prevenzione
CARRARA. Continua il botta e risposta a distanza fra Assindustria e sindacato dopo lo sciopero legato al licenziamento di un cavatore.
«Anche la nostra organizzazione vuole dare il suo contributo all'innovazione e al miglioramento dei processi produttivi "nel rispetto delle norme e delle persone" e creare nuovi posti di lavoro- scrive in una nota la Cgil - proprio per questo difendiamo e proponiamo a tutti come esempio positivo quei lavoratori che non si sottraggono al dovere di segnalare all'ente competente la presenza di importanti fattori di rischio nelle proprie aziende, fattori contro i quali tanto la nostra organizzazione quanto Confidustria hanno spesso convenuto di combattere insieme. Quella battaglia comune, per noi, è stata e continua ad essere un importante fattore di progresso; può esserlo invece la difesa del provvedimento ritorsivo che è stato messo in campo contro quel lavoratore?» «Confindustria afferma di non condividere alcun oscuro obiettivo di allentamento delle attività di controllo, con o senza l'uso perverso della leva occupazionale; anche in questo caso ne siamo felici - prosegue la nota - Ma se è vero che l'associazione industriali ed i suoi soci erano all'oscuro del provvedimento e che lo ritengono motivato invece da un problema congiunturale dell'azienda, perché non rilevano oggi che, fosse stata quella la vera ragione, sarebbe stato normale aprire tutti insieme un confronto su come gestire il problema, piuttosto che procedere con un equivoco licenziamento individuale? La verità è che non c'è, dietro quel licenziamento, alcuna ipotesi innovativa di sviluppo aziendale ingessata dal conservatorismo sindacale, né alcuna imminente apertura verso nuove professionalità, ma un vecchio riflesso padronale che ci auguriamo tutt'altro che condiviso dai datori di lavoro davvero impegnati a disegnare il miglioramento continuo delle attività in cava». «Tutte le volte che Confindustria ha voluto e vorrà confrontarsi con noi su questo obiettivo, ha trovato e continuerà a trovare il sostegno e il supporto del mondo del lavoro che noi rappresentiamo- si chiude la nota - Di fronte alle morti al monte che anche quest'anno abbiamo dovuto affrontare tutte le componenti sociali del territorio sono sempre molto unite. Secondo noi, per guardare davvero al futuro tutti insieme, dobbiamo imparare ad esserlo anche quando si tratta di accettare di buona grazia verifiche e controlli di prevenzione».
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